«Ma al Renzetti pochi medici e infermieri»

Il Nursing up alla Asl: la trasformazione delle due strutture sanitarie dirotterà a Lanciano troppi malati
LANCIANO. Quali ripercussioni avrà sull’ospedale Renzetti la riconversione del San Camillo di Atessa dopo l’estate? E’ una domanda legittima visto che, con la riconversione, Lanciano avrà un ruolo ancora più centrale e soprattutto un bacino di utenza da soddisfare di circa 150.000 persone visto che ingloberà l’area sangrina e ortonese.
Ma per reggere la mole di lavoro, che tra l’altro permette al Renzetti di essere un ospedale Dea di 1 livello, servono medici e infermieri. Se a Lanciano non verranno potenziati servizi ambulatoriali e personale, medico e infermieristico, il paziente che arriverà, in particolare quello che ha bisogno di interventi piccoli, ambulatoriali, non potrà soddisfare le sue esigenze.
Il San Camillo oggi assicura gran parte di questi piccoli interventi chirurgici e ortopedici che a Lanciano non si fanno per mancanza di personale. Così una onicectomia ( rimozione di umghie incarnite), un intervento proctologico, verrebbe eseguito dopo mesi di attesa. Servono anestesisti, infermieri, chirurghi.
Una volta che l’unico anestesista ancora in servizio ad Atessa ritornerà a Lanciano troverà infatti una equipe in sofferenza. Perchè sono 16 attualmente e non 19, come promesso, gli anestesisti in servizio che scenderanno tra marzo e maggio visto che due medici andranno in pensione. Quindi per un anestesista “recuperato” da Atessa, due vanno via. I conti non tornano. Per quanto riguarda il personale di sala questo già lavora al Renzetti da quando il 30 marzo sono state chiuse le sale operatorie. Ma ciò nonostante mancano ancora 5 infermieri. Che potrebbero spostarsi con la riconversione del presidio sangrino. Da Atessa dovrebbero arrivare anche due chirurghi visto che a Lanciano ne andranno in pensione due. Servono infermieri anche al pronto soccorso. Con la riconversione il pronto soccorso di Atessa diventerà punto di primo intervento quindi tutti i codici gialli, rossi arriveranno sempre e solo a Lanciano, dove l’unità già scoppia facendo segnare 41.000 accessi annui. La speranza è che per l’estate possa essere completata la ristrutturazione dell’unità e si attivino gli 8 posti di medicina d’urgenza.
«Se non si vuole partire dal tetto come sembra, bisogna attrezzarsi per tempo» dice il nursing Up, sindacato infermieri «ovvero decidere ora di quale personale ha bisogno Atessa e quale potrà essere utilizzato a Lanciano dove mancano medici e infermieri in particolare al pronto soccorso, nefrologia, neurologia, ostetricia. Il personale di Atessa, adeguatamente formato in questi mesi potrebbe essere poi spostato in città, attraverso bandi di mobilità interna. Inoltre in questi mesi al Renzetti bisogna potenziare ambulatori e servizi per garantire risposte agli utenti». (t.d.r.)

