Ma Di Bartolomeo si infuria: «È solo una bufala della Asl»

CHIETI. Appena inaugurato, il day hospital della Oncoematologia teatina diventa subito il «reparto della discordia». A poche ore dal taglio del nastro il direttore della Oncoematolgia di Pescara,...
CHIETI.
Appena inaugurato, il day hospital della Oncoematologia teatina diventa subito il «reparto della discordia». A poche ore dal taglio del nastro il direttore della Oncoematolgia di Pescara, Paolo Di Bartolomeo, lancia accuse pesanti contro una struttura considerata «una scatola vuota», «un pericoloso specchietto per le allodole da chi promette prestazioni che non può mantenere».
«L’apertura del reparto?» interviene il dottor Di Bartolomeo «mi sembra una bufala del direttore dimissionario Zavattaro. A me risulta, dopo aver parlato con il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e con l’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci, che la Asl teatina non ha alcuna autorizzazione dalla Regione e che non l’avrà mai». Per Di Bartolomeo il day hospital della Oncoematologia, targato Zavattaro, sarebbe una sorta di struttura clandestina che non ha il permesso di operare.
«D'Alfonso» rimarca Di Bartolomeo «non darà mai l'autorizzazione a quel reparto che dista solo 10 chilometri dall’unico centro regionale autorizzato di Oncoematologia, per l’appunto il nostro, che dal 1972 e con grande professionalità e sacrificio cura bambini malati di tumori solidi avendo a disposizione 10 posti letto con un day hospital a sostegno avviato dal 2002. Il reparto pescarese» puntualizza «è l’unico centro di chemioterapia autorizzato in pediatria. Ogni anno» racconta «si fanno dalle 40 alle 50 nuove diagnosi di tumori infantili. Il 50 per cento sono leucemie, il resto tumori solidi. Il centro di Pescara» insiste Di Di Bartolomeo «è l’unico che può offrire diagnostica e terapia a 360 gradi». E spiega il perché. «I piccoli pazienti» riprende con orgoglio l’Oncoematologo «possono fare affidamento sul Centro trapianti di midollo osseo, (a Chieti non si fanno trapianti) sulla Medicina trasfusionale, sulle Unità di Chirurgia, Rianimazione, Pediatria e Neonatologia pediatriche, su un valido servizio di psicologia e di assistenza sociale. Abbiamo anche una scuola interna riconosciuta dal ministero per i piccoli pazienti. E poi» aggiunge «genitori e bambini ricoverati possono fare affidamento sull’associazione Agbe che mette a disposizione la Casa alloggio «Trenta ore», il trasporto casa-ospedale e la deospedalizzazione all’ostello di Farindola. Un sistema complesso e funzionale» sottolinea «creato nell’arco di decenni. Un doppione è solo uno spreco enorme di denaro. Se Zavattaro ha aperto quella stanza per fare controlli ai bimbi malati di tumore va bene. Quello che contesto è che si diano falsi messaggi alla popolazione, alle famiglie già gravate da problemi enormi. Mi viene il dubbio» l’affondo finale di Di Bartolomero «e me ne assumo tutte le responsabilità, che l’improvvisazione del day-hospital di Oncoematologia a Chieti sia stato architettata solo per premiare qualcuno che ha una raccomandazione politica. Si vuole buttare solo fumo negli occhi perché nel campo della Oncoematologia a Chieti non c’è nulla». (y.f.)

