Ma Pompilio protesta: pasti solo per ricchi

La consigliera comunale di Azione politica: «A questi prezzi conviene portare i bambini al ristorante»
CHIETI. «A Chieti la scuola è solo per i ricchi. Pranzi solo per nababbi». Così la consigliera Serena Pompilio, capogruppo di Azione politica, sul nuovo piano tariffario per la mensa scolastica che penalizza, secondo la capogruppo sempre molto attiva in tema di servizio mensa, le fasce meno abbienti della popolazione. Il nuovo piano tariffario del servizio di refezione scolastica deciso dalla giunta comunale nella riunione di giovedì scorso suscita subito polemiche tra le file dell’opposizione. E mentre l’assessore comunale alla pubblica istruzione Teresa Giammarino presenta il nuovo piano economico parlando non di «aumenti» ma di «adeguamento» delle tariffe, la consigliera Pompilio parte all’attacco accusando la giunta del sindaco Diego Ferrara di non garantire a tutti il diritto allo studio, a causa del costo dei pasti diventato troppo alto.
«Il diritto allo studio che dovrebbe essere costituzionalmente garantito in città non viene tutelato», dice la consigliera, «con un aumento delle tariffe per il servizio mensa oltremisura. Non esistono più pasti esenti per chi non ha reddito e ci sono aumenti da capogiro per chi pagava 5,02 euro a pasto che passa a 6,90 euro. Aumenti per tutte le categorie di circa 2 euro a pasto. Non converrebbe portarli al ristorante», ironizza la consigliera, «visti i menù offerti dal settore della ristorazione in città? Sette euro per un baby pasto? Questa è la non-soluzione approntata dall’assessore Giammarino e dal sindaco Ferrara. Non saranno più consentiti i pasti da casa e quindi le famiglie che faranno? Trasmigreranno in altri comuni oppure scendono in campo le nonne teatine a cucinare per i nipoti a casa? Con questa modalità è altamente compromesso il diritto allo studio di alunni dell’infanzia e della primaria che saranno costretti a mangiare a casa o a richiedere mutui per poter pranzare a scuola. Pranzi solo per nababbi. Queste sono le soluzioni last-minute frutto dell’incapacità e della poca sensibilità verso le necessità delle famiglie in difficoltà», conclude la capogruppo di Azione politica.

