«Ma quale peculato, quei beni sono nostri»

Mattatoio, D’Alessio pronto a mostrare le fatture. Ma Di Primio lo sta per cacciare: faremo l’appalto
CHIETI. «Il materiale che ci viene contestato è di proprietà della cooperativa Macellatori Teatini ed è stato regolarmente acquistato con tanto di fatture che tutti possono visionare. Peraltro parliamo di materiale nella nostra piena disponibilità dal momento che siamo ancora gli attuali gestori del mattatoio comunale». Mario D’Alessio, direttore della coop Macellatori Teatini che dà lavoro a 30 persone, rompe il silenzio e grida alla congiura dopo che i vigili urbani, nella giornata di martedì, hanno effettuato un’accurata ispezione nella struttura che si trova in zona ex Foro Boario in virtù di un decreto firmato dal pm Marika Ponziani, e di un’inchiesta per peculato. Un atto giudiziario successivo ad un esposto che in procura ha denunciato la presunta sparizione di strumenti in dotazione al mattatoio. Che, però, al momento è ancora gestito, come da venti anni a questa parte, dai Macellatori Teatini al centro di un braccio di ferro con il Comune che contesta alla coop la scadenza, a giugno scorso, del contratto di gestione. Ma D’Alessio è intenzionato a far valere in ogni sede i propri diritti con l’obiettivo, in primis, di tutelare i posti di lavoro dei dipendenti della coop.
«I beni contestati sono nella nostra disponibilità. Quindi, quando avverrà la riconsegna della struttura, vedremo- dice D’Alessio- di chi sono e chi li ha acquistati. Piuttosto lamento l’inerzia del Comune che non ha dato seguito alla promessa di proroga della gestione del mattatoio nelle more di un nuovo appalto». Il sindaco, Umberto Di Primio, ammette che la struttura non è tornata ancora nelle mani dell’ente. «Ma stiamo provvedendo- dicemio- ad intraprendere le iniziative finalizzate a rientrare nella disponibilità dei locali per procedere ad un affidamento a seguito di un nuovo bando di gara». (j.o.)

