«Ma sanità e lavoro non sono più certezze»

Il messaggio pasquale del vescovo Cipollone: dalle difficoltà si rinasca a nuova vita con la speranza
LANCIANO. «Dalle difficoltà, dalla sofferenza si può rinascere a nuova vita. La morte di Gesù sembrava la fine di tutto. Invece ha aperto la strada alla resurrezione, alla rinascita, alla vita. Bisogna sempre aprirsi alla speranza». È il messaggio pasquale che il vescovo dell’arcidiocesi di Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, lancia ai fedeli e a tutti i cittadini che vivono momenti di difficoltà in questo periodo, e non solo. «Anche se nel mondo di oggi non ci sono certezze politiche, certezze sanitarie, vediamo infatti che si discute della chiusura del Punto nascite ad Ortona, dell’ospedale di Atessa, delle difficoltà che si vivono nel presidio di Lanciano», fa notare monsignor Cipollone, «non ci sono certezze economiche e lavorative con tante famiglie che chiedono aiuto a noi, alla Caritas, non ci sono certezze neanche quando sali su un aereo per un viaggio e trovi un pilota che invece pensa al suicidio e lo mette in atto strascinandoti nella sua follia, o festeggi la pensione in crociera e ti uccidono in un museo, deve restare viva la speranza di poter risorgere. Come c’è stata la certezza della Croce, della sofferenza e della morte, così c’è la certezza di poter abbracciare il dono gratuito del bene, della speranza nella rinascita. Gesù è risorto per tutti e il suo è un messaggio di speranza».
Speranza che per il presule oggi è più che mai necessaria. In un periodo senza certezze anche nel territorio frentano- ortonese colpito da frane che isolano intere zone, da problemi sanitari che investono gli ospedali di Ortona, Atessa e Lanciano e in cui la problematica della povertà si sente sempre di più con circa 4mila famiglie assistite dalla Caritas, bisogna rafforzare la speranza ma anche le azioni che possono migliorare queste condizioni.
«Come diocesi stiamo agendo», dice monsignor Cipollone, «soprattutto verso i poveri, i bisognosi. A settembre assieme alla Caritas inaugureremo, anche in occasione del cinquecentenario della nascita della diocesi di Lanciano-Ortona, il Chiostro della Divina provvidenza all’interno di Sant’Agostino, cioè uno spazio per le famiglie bisognose, dove offrire ad esempio l’assistenza medico-dentistica, il recupero scolastico e non solo. Stiamo per aprire i due locali per la Stazione alimentare e l’Emporio solidale, don Vittorio Lusi nella sua mensa aiuta tante famiglie. Ma quello che facciamo e che Caritas fa non è solo accogliere le persone offrendo cose materiali, ma soprattutto offrire loro la disponibilità a camminare assieme. Se viviamo la Pasqua senza pensare solo a riprendere con i telefonini la processione del Cristo morto come ho visto fare ieri, ma seguendo la strada indicata da Gesù, allora ci apriamo anche alla speranza e a una nuova vita».
Teresa Di Rocco
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