Ma tanti medici del 118 sono esclusi dai benefici, è protesta
Tra i problemi del personale in prima linea a combattere l’emergenza Covid-19 resta, però, irrisolto quello di molti medici del 118 a lavoro senza le necessarie tutele. Molti dei medici di emergenza...
Tra i problemi del personale in prima linea a combattere l’emergenza Covid-19 resta, però, irrisolto quello di molti medici del 118 a lavoro senza le necessarie tutele. Molti dei medici di emergenza sanitaria territoriale non hanno, infatti, il contratto da dipendenti Asl ma lavorano in convenzione con l’azienda sanitaria locale. Questo comporta che vengono esclusi da molti benefici, nonostante abbiano gli stessi rischi dei loro colleghi. Se contraggono il coronavirus, ad esempio, non percepiscono stipendio durante la malattia e non si vedono riconoscere l’infortunio Inail nelle fasi successive di guarigione. Il loro contratto, infatti, non prevede la malattia (stessa cosa per i congedi di maternità, per quelli di studio e per l’accudimento di figli minori e di familiari affetti da gravi patologie). Il periodo di assenza dal lavoro, pertanto, non è retribuito se non al termine della malattia sotto forma di indennizzo, grazie a una polizza assicurativa pagata per metà da loro stessi e per la restante parte dalla Asl. I medici del 118 convenzionati, dunque, sono stati esclusi anche dalle premialità che, seppure in ritardo, vengono ora percepite da tutto il personale Asl che ha dovuto combattere con il coronavirus da marzo in poi. Per la disparità di trattamento, i medici convenzionati del 118 stanno protestando in tutta la regione e la protesta ha investito anche la provincia teatina.

