Macchinari spariti, chiesti più controlli

Il sindaco Pupillo: segnale preoccupante per il territorio, bisogna ricorrere alle telecamere della videosorveglianza
LANCIANO. «Sistemare le telecamere almeno in alcuni punti del presidio e aumentare i controlli da parte dei vigilantes che sono nei due ingressi del Renzetti, che, sappiamo, è difficile da controllare avendo molteplici accessi». È il sindaco Mario Pupillo a intervenire dopo il doppio colpo da oltre 500.000 euro messo a segno nei reparti di gastroscopia degli ospedali di Lanciano e Vasto. Un furto su commissione, che ha privato gli ambulatori dei due presidi di tutti gli apparecchi per eseguire esami endoscopici (14 a Lanciano, 8 a Vasto assieme a tutti gli accessori: sterilizzatrici, carrelli e colonne video) e che ha riacceso i riflettori sulla polemica della mancata sicurezza nei presidi sanitari dove vengono rubate anche le borse dei pazienti, si fruga negli armadietti del personale e dove trovano rifugio persino i tossicodipendenti.
«Del furto colpisce la sfrontatezza con cui è stato commesso», riprende Pupillo, «il fatto che ha interessato i luoghi di cura e che i ladri siano riusciti indisturbati a potare via materiale che inosservato non passa. È vero che gli ambulatori sono chiusi dal sabato sera alle 20 al lunedì mattina alle 8, ma sono in palazzine centrali e, al San Pio di Vasto c’è anche vicino un reparto di degenza. Senza dubbio questo furto è un segnale preoccupante per il territorio, perché è su commissione ed costato alla Asl circa 700.000 euro tra materiale rubato e macchinari ripresi a noleggio che arriveranno a giorni. Senza contare poi gli apparecchi nuovi che dovranno arrivare. I danni maggiori poi ci sono per gli utenti, dirottati su Ortona e Chieti. A Lanciano, a dire il vero, sono rimasti in ospedale e hanno fatto gli esami grazie all’arrivo di un macchinario da Casoli. Ma urge intervenire sulla sicurezza, che nel nuovo presidio, essendo un monoblocco, sarà maggiore».
Che fare in attesa del nuovo ospedale? Bisogna mettere le telecamere? Far fare maggiori controlli alle guardie giurate? «Sono necessari degli interventi», ritiene il sindaco, «anche se il Renzetti non è facile da sorvegliare». L’ospedale è fatto di più palazzine, ha molteplici accessi, i reparti non hanno porte allarmate e i sotterranei sono accessibili da più punti. Ma la direzione ospedaliera, dal canto suo, non ha finora adottato le misure giuste per bloccare i furti che avvengono persino nell’orario di visita ai pazienti.
Da qui la richiesta di alcuni sindacati di sistemare le telecamere. Che anni fa furono cestinate. Come ricordano dall’azienda si dovette scegliere tra telecamere e vigilantes. Si optò per i secondi perché i costi delle telecamere erano eccessivi: ne servivano troppe, erano facile preda dei teppisti, e creavano problemi di privacy. Così furono scelti i vigilanti, fu fatta la gara vinta dalla società Aquila srl, e furono posti nei due ingressi principali, su via Milano e su via della Pace. Dopo i primi furti, due anni fa, la Asl chiese alle guardie di aumentare le ronde notturne all’interno e all’esterno delle palazzine del Renzetti ma un ospedale così vasto non è facile da gestire. Capita infatti che mentre la guardia giurata è in Radiologia, un malintenzionato è al lato opposto, in Medicina. Da qui la richiesta di interventi più concreti, come la sistemazione delle telecamere per la videosorveglianza, almeno nei reparti più a rischio e nei sotterranei o degli allarmi alle porte. I costi sono difficili da sostenere soprattutto in questo periodo, ma la spesa forse avrebbe evitato un doppio furto da oltre 500.000 euro. (t.d.r.)
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