Madonna del Ponte, sfilano i doni La città si riprende le tradizioni

9 Settembre 2022

Trenta carri addobbati per l’occasione riaccendono l’entusiasmo dopo due anni di stop per Covid Nicola Piscopo, presidente del comitato: «Ringrazio tutte le contrade per la loro risposta strepitosa»

LANCIANO. La sfilata del Dono torna a riaccendere i cuori dei lancianesi. Dopo due anni di Covid e il divieto delle manifestazioni pubbliche, l'omaggio dei donativi alla Madonna del Ponte, patrona del popolo frentano, ha fatto riscoprire alla città tutta la bellezza delle tradizioni che sono tornate, assieme ai carri delle contrade, gioiosamente ad essere protagoniste di una giornata di festa, riti e spiritualità, nel giorno della natività della Madonna.
IL DONOLa sfilata dei carri delle contrade è uno dei momenti più attesi e folkloristici delle Feste di settembre. La giornata si snoda tutta attorno al corteo dei carri e trattori allestiti per l'occasione: si parte dalle 9 del mattino dai Viali delle Rose e si sfila tra canti, balli e inni alla Madonna su corso Trento e Trieste fino ad arrivare in piazza Plebiscito. I carri, con tutti i donativi delle contrade cittadini, salutano la Madonna del Ponte per ritrovarsi di nuovo in piazza, sotto lo sguardo solenne della Cattedrale, alle 19,30, dove avviene la tradizionale asta dei donativi (bandita da Francesco Paone) il cui ricavato sarà devoluto all'associazione La Santa Casa della Madonna del Ponte.
IL CORTEOUna trentina di carri ha sfilato ieri sul corso Presentoso, rattoppato per l'occasione nei tratti in cui le mattonelle avevano ceduto o si erano scollate dal massetto. Un risultato inaspettato, visto lo stop forzato dovuto alla pandemia e all'avvento del nuovo comitato feste che, in tempi strettissimi, ha dovuto raccogliere le adesioni. «È stato un risultato oltre ogni mia aspettativa», racconta infatti il presidente del comitato feste, Nicola Piscopo, «in tanti fino all'ultimo, erano in dubbio se il Dono si sarebbe fatto. E invece c'è stata una strepitosa risposta da parte delle contrade che ringrazio». E anche i lancianesi hanno risposto in massa. Fin dal mattino presto due ali di folla si sono sistemate lungo il Corso in attesa del passaggio dei donativi.
I CARRIScene di vita contadina, come il ritrovo in cantina, il lavaggio dei panni alla fonte, la preparazione del formaggio con le antiche "fuscelle" di vimini, la cottura del pane e della pizza scima, hanno incuriosito e rallegrato bambini e adulti. Forte la partecipazione dei giovani a un rito, quello del Dono, che si rinnova ogni anno da quasi due secoli. E il passaggio del testimone alle nuove generazioni, compresi i bambini, entusiasti nei loro costumi tipici e i fazzoletti colorati, è avvenuto in modo del tutto naturale nel piccolo, eppure grande, mondo antico che rappresentano ancora le 33 contrade cittadine. I fiori di cartapesta nelle conche ad adornare i fianchi e le braccia delle donne, i canti ritmati dallo sbuffare della "struculatore" che si usava per strofinare i panni, le fisarmoniche e i tamburelli hanno fatto da allegra cornice ad una splendida festa di piazza.
GLI ALTRI APPUNTAMENTIIntanto il Corso ha cominciato ad adornarsi della tipica paratura delle feste. Quest'anno con splendidi archi della ditta lancianese Gargarella. Entro qualche giorno arriveranno anche le spalliere in piazza per accendere il centro cittadino di 45mila luci a led. Ieri sarebbe dovuto partire il villaggio dei gonfiabili per i bambini nel Parco Villa delle Rose, rinviato per maltempo ad oggi. Nel parco si entra con un ingresso di 10 euro comprensivo di biglietto della lotteria (bambini sotto i 10 anni entrano gratis) per assistere a concerti, street food, giochi per bambini. Questa sera e domani il quartiere Civitanova è protagonista di concerti diffusi en plein air negli scorci più suggestivi da parte docenti della Scuola civica di musica.
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