Maestra libera ma l’insegnamento è sospeso

14 Marzo 2019

San Salvo. Maltrattamenti ai bambini: il giudice Radoccia revoca alla donna gli arresti domiciliari

SAN SALVO. Ultimate le indagini sui presunti maltrattamenti ai bambini da parte di un’insegnante. Il giudice Italo Radoccia, sentito il sostituto procuratore Michele Pecoraro, tutti del tribunale di Vasto, ha ritenuto di poter sostituire la misura cautelare con la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio di pubblico servizio. Gli arresti domiciliari sono stati in sostanza sostituiti con la sospensione dell’attività di insegnamento e il contatto con i minori. Il provvedimento, che risale a qualche giorno fa, è trapelato solo ieri. La maestra ha potuto lasciare la sua casa. Non potrà però tornare in classe, nell’Istituto comprensivo 2, fino a quando la delicata vicenda giudiziaria non sarà conclusa.
Il loro racconto dei genitori degli alunni è stato ascoltato dai carabinieri. Gli investigatori hanno sentito soprattutto la versione delle famiglie dei piccoli che più degli altri sarebbero stati oggetto di discutibili metodi educativi. Fra loro ci sarebbe stato anche qualche alunno che avrebbe manifestato disagi, superati subito dopo l’allontanamento dell’insegnante.
La decisione del giudice Radoccia piace alle famiglie che si sono rivolte all’avvocato Antonello Cerella, decise a costituirsi parte civile in un eventuale giudizio. Nessuno di loro avrebbe mai immaginato metodi educativi ritenuti eccessivamente severi per i loro piccoli. I metodi pedagogici che hanno messo nei guai la maestra sono stati comunque ripresi da una telecamera nascosta e quelle immagini due settimane fa sono state visionate oltre che dal giudice Radoccia anche dalla stessa maestra, assistita dall’avvocato difensore Alessandra Cappa. Ora l’indagine è conclusa e l’autorità giudiziaria ha ritenuto di poter ridare la libertà all’insegnante sospendendola dall’attività scolastica.
La vicenda, vista la delicatezza, continua a essere protetta dal massimo riserbo. L’indagine ha preso il via nel settembre 2018, sulla base di una denuncia e di alcune segnalazioni fatte da personale docente al dirigente scolastico. (p.c.)
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