Maestra violenta, ora è scontro sui video

21 Febbraio 2020

Respinta la richiesta della difesa di dichiarare nulle le immagini, il giudice nomina un perito per l’analisi dei filmati

VASTO. Esattamente un anno fa il suo arresto. Si è tenuta ieri l’udienza preliminare per la maestra di San Salvo accusata di maltrattamenti a scuola, ed ecco un nuovo colpo di scena. La difesa della donna, rappresentata dall’avvocato Alessandra Cappa, ha contestato la violazione del diritto alla difesa invocando la nullità delle riprese video perché scollegate dalle intercettazioni audio. La richiesta, che mirava ad ottenere la remissione degli atti alla Procura, è stata però rigettata. Accolta invece la richiesta di incidente probatorio avanzata del pubblico ministero Giampiero Di Florio. La nomina di un perito permetterà il riallineamento di audio e video e, quindi, una consultazione più rapida del materiale probatorio. Ad occuparsi della procedura sarà Daniele Cianci, un perito informatico di Teramo. Il 19 marzo è prevista una nuova udienza per l’affidamento dell'incarico. Nel frattempo, i genitori dei piccoli alunni che frequentavano la classe dell’istituto comprensivo 2 di San Salvo in cui insegnava l’indagata e che hanno presentato la costituzione di parte civile (attraverso gli avvocati Antonello Cerella, Clementina De Virgiliis, Claudia D’Alò, Silvia Ranalli, Giuseppe D’Urbano, Flavio Santarelli e Antonio De Angelis) hanno esteso la richiesta di responsabilità civile al ministero della pubblica istruzione. Le famiglie che hanno deciso di chiedere i danni sono 20. Ad inguaiare l’insegnante che – almeno per il momento – non ha chiesto di essere giudicata con un rito alternativo, sarebbero i filmati realizzati dai carabinieri nell’aula in cui la donna era con bambini. Le immagini, a giudizio del pm Michele Pecoraro che ha coordinato l’inchiesta, racconterebbero la condotta talvolta vessatoria e violenta della maestra nei confronti di un’intera classe. E ieri la difesa ha puntato il dito proprio contro quei filmati. L’accusata ha sempre negato di aver usato violenza con i piccoli. La difesa ha parlato di metodi rigidi, ma niente affatto violenti. Di diverso avviso la Procura che, nella richiesta di rinvio a giudizio, ha elencato atteggiamenti quantomeno discutibili da parte dell’insegnante e, in qualche caso, eccessivamente rigidi. Il capo d’accusa parla di «reiterati atti di violenza fisica e psicologica», nonché di maltrattamenti dei piccoli alunni di età compresa fra i due e i sei anni «a lei affidati per ragioni di educazione». I bimbi sarebbero stati sottoposti «con frequenza quasi quotidiana a continue sofferenze fisiche e umiliazioni morali, esigendo comportamenti inadeguati per la loro età, inveendo contro di loro mediante urla e ingiurie e mortificandoli in caso di qualsiasi manifesta difficoltà dei bambini nel rispettare le sue direttive, strattonandoli e percuotendoli».