Maggioranza spaccata in consiglio È a rischio il voto per il bilancio

Oggi seconda convocazione per discutere il primo documento finanziario senza i debiti milionari Ma gli emendamenti sono decisivi: i tre consiglieri di Liberi a sinistra già pronti ad abbandonare l’aula
CHIETI. Il primo bilancio da cui Chieti e le sue casse in rosso possono rinascere è attaccato a trattative, accordi politici e a un numero di voti risicato. Nel momento più delicato per il Comune, la maggioranza del sindaco Diego Ferrara prova a tenersi unita, orientata verso il risanamento dell’ente, ma il voto è a rischio. Tra i 19 consiglieri di maggioranza che questo pomeriggio alle ore 18 sono chiamati a esprimere il loro voto sul prezioso documento finanziario, vacillano perplessità e la possibilità di abbandonare l’aula è verosimile. Dall’altra parte, tra i 13 rappresentanti dell’opposizione teatina il voto contrario non sembra essere un mistero. Che ne sarà quindi del bilancio, il cosiddetto «stabilmente riequilibrato», su cui pesa il futuro del capoluogo teatino? Dalla sala consiliare della Provincia il documento verrà quasi sicuramente approvato, ma con un numero risicato di voti.
oggi il consiglio Stasera, sempre a patto che si presentino tutti, per i 32 consiglieri comunali espressione dei partiti di destra e sinistra sono quattro i punti all’ordine del giorno che verranno discussi: il bilancio stabilmente riequilibrato, il Dup (Documento unico di programmazione), il programma triennale delle opere pubbliche 2023-2025 e il piano di zona per l’edilizia economica e popolare. Oggi è la seconda convocazione per il consiglio perché il primo incontro di venerdì scorso è andato deserto: ai consiglieri è servito sicuramente più tempo per arrivare con le idee chiare all’appuntamento che si preannuncia come uno dei più importanti per la storia recente teatina.
GLI SCENARI La seduta è delicata: gli emendamenti presentanti dai consiglieri faranno discutere, tanto che qualcuno, o interi gruppi, potrebbero anche decidere di abbandonare l’aula. Primi tra tutti i tre consiglieri di Liberi a sinistra (Silvio Di Primio, Edoardo Raimondi e Valentina De Luca). Al vaglio dei revisori dei conti sono dieci gli emendamenti presentati dai consiglieri, cinque di questi hanno avuto il voto favorevole. Il sindaco, invece, dopo avere sottoscritto tutti gli emendamenti, ha ritirato la firma dai cinque proposti da Liberi a sinistra, come quello dove si parla di affidare a terzi le farmacie comunali e l’aumento degli aggi. Una decisione che non fa ben pensare e che alimenta una spaccatura nella maggioranza. «La situazione è incerta», dice Raimondi, «abbiamo espresso la nostra posizione fin dall'inizio. Se non passano gli emendamenti difficilmente voteremo e c’è la probabilità che usciamo dall’aula». Voto incerto quello di Alberto Chiavaroli che rivendica da tempo un posto in giunta. Meno dubbi dall’ala del Pd: la pole position di Filippo Di Giovanni per l’assessorato non dovrebbe creare malumori sul voto. Idem per Alberta Giannini che avanza verso l’altra delega in sospeso.
L’OPPOSIZIONEDall’altro versante, invece, l’opposizione rimarrà seduta ai suoi banchi, pronta a dire il suo “no” al bilancio. L’intergruppo composto dai consiglieri Serena Pompilio (Azione politica), Stefano Maurizio Costa (Forza Chieti), Mario De Lio (Udc), Bruno Di Iorio (lista Di Iorio sindaco) e Giampiero Riccardo (Chieti Viva) voterà contro. «Non mi aspetto colpi di scena», commenta Riccardo, «ma c’è una frattura che rispetto perché chi oggi non dà il voto favorevole lo fa coerentemente con ciò che ha votato, come il salvataggio di Teateservizi, gli altri smentiscono loro stessi». Per Pompilio, stasera ci sarà «un déjà vu», dice, «come alla vigilia dell’approvazione del piano di riequilibrio pluriennale, poi bocciato dalla Corte dei conti poiché completamente inesatto, laddove il sindaco aveva distribuito deleghe su deleghe a tutti i consiglieri guarda caso improvvisamente convinti a votare a favore di un qualcosa di dissennato, oggi si ripete lo stesso scempio. Due assessorati e un posto in Provincia barattati così tutti accontentati per approvare un bilancio stabilmente riequilibrato senza indirizzi politici e che porterà definitivamente la Teateservizi nel baratro». Le deleghe in sospeso alimentano la polemica: ieri il segretario del Pd Enrico Iacobitti ha sottolineato che, dopo un colloquio con il sindaco, le nomine non avverranno prima di maggio e prima dell’arrivo del parere del ministero al bilancio: «Iacobitti ha facoltà precognitive, oppure più semplicemente e verosimilmente fa da ventriloquo ai suggerimenti e desiderata di chi non si preoccupa del come andare avanti per garantire il riequilibrio dell’ente», dice la consigliera Barbara Di Roberto (Azione), «ma che invece dimostra di avere, ogni volta, il solo esclusivo interesse ad andare avanti costi quel che costi, anche se poi quel costo dovesse concretizzarsi, dopo la bocciatura del piano di riequilibrio e la delibera di dissesto, anche nell’ulteriore bocciatura ministeriale del bilancio riequilibrato». Si arriva quindi in un clima di polemiche e accuse reciproche a quella che sarà la seduta decisiva per il futuro di Chieti. Anche un voto oggi può fare la differenza, ma è pure vero che, in seconda seduta, basta un terzo dell’assise per far passare il documento (già con 11 voti il bilancio avrà il nullaosta del consiglio, con 17 c’è l’immediata eseguibilità).

