Magnacca: cassa integrazione speciale al settore automotive

15 Novembre 2024

SAN SALVO. La crisi dell'automotive fa sempre più paura. La Regione cerca soluzioni. L'assessore regionale alle attività produttive, Tiziana Magnacca (nella foto), ha depositato un emendamento alla...

SAN SALVO. La crisi dell'automotive fa sempre più paura. La Regione cerca soluzioni. L'assessore regionale alle attività produttive, Tiziana Magnacca (nella foto), ha depositato un emendamento alla legge finanziaria per il riconoscimento della cassa integrazione speciale per il settore automobilistico, uno dei più sofferenti, ma anche quello sul quale si basa l'economia del Vastese. Il governo ha introdotto con decreto la norma sulla concessione della cassa integrazione in deroga per fronteggiare la crisi occupazionale dei lavoratori delle imprese dei settori tessile, abbigliamento e calzaturiero che occupano fino a quindici dipendenti. «La decisione del governo già presa per il settore tessile e calzaturiero», commenta l'assessore Magnacca, «può rappresentare un'opportunità di sostegno al reddito che può essere preso come punto di riferimento da adottare anche per il settore dell'automotive per quelle aziende che non possono più accedere agli altri interventi di integrazione salariale previsti dalle normative vigenti. La Regione ha necessità di governare il presente e in particolare il settore che forse è il più sensibile e in maggiore sofferenza in questo momento nel nostro Paese. La mia proposta ha trovato la condivisione di altri assessori ed è stata già inoltrata alla Camera come emendamento alla finanziaria. Allo stesso tempo ho depositato anche l'emendamento sull'area di crisi complessa». Quest'ultimo passaggio è particolarmente invocato dai sindacati. «L'area di crisi complessa», ha spiegato Franco Spina, segretario generale della Cgil Chieti, «serve per dare risposte sia alle difficoltà delle imprese, sia per gestire l'aspetto sociale dei lavoratori. I sindacati da inizio anno hanno chiesto alla Regione di lavorare su questo punto. Si parla poco di indotto, ma se questo crolla, anche l'economia della provincia di Chieti e dell'Abruzzo andranno in crisi». (p.c.)