«Mai chiesti soldi per lavagne interattive»

La dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo 2 Giovanna Santini replica alle proteste dei genitori
CHIETI. In merito all’articolo “Lim in classe, pagano gli alunni” pubblichiamo la replica della dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo 2, Giovanna Santini.
«Ho proposto ai genitori l’acquisizione delle Lim in comodato d’uso, lasciando loro piena libertà di decidere in merito, come è giusto che sia. Ho predisposto una informativa cercando di essere più chiara possibile riguardo alle condizioni del contratto e ho convocato una riunione con le famiglie al fine di rispondere ad eventuali domande e dare ulteriori informazioni».
«Non c’è stata» assicura la dirigente scolastica «alcuna forma di protesta a seguito della comunicazione, nessun genitore ha scritto, telefonato o chiesto di vedermi per farmi le sue rimostranze. Al contrario» puntualizza la professoressa Santini «durante la riunione, ho avuto modo di dialogare in un clima disteso con tutti i presenti; sono state chieste prevalentemente informazioni riguardanti le ricadute a livello didattico dell’utilizzo delle lavagne interattive multimediali in classe. Non capisco che tipo di protesta avrebbe potuto esserci, visto che non c’è stata alcuna imposizione da parte mia, al contrario, si chiedeva ai genitori di esprimere la loro disponibilità in totale autonomia. L’affermazione secondo la quale la sostituzione della Lim in caso di malfunzionamento sarebbe a pagamento, non corrisponde a verità, non è scritta sull’informativa e non è stata mai da me pronunciata. La manutenzione» assicura la dirigente scolastica «è gratuita, salvo che il danno dipenda da incuria o venga deliberatamente provocato da qualcuno, cosa che ritengo possa difficilmente accadere considerata la professionalità e il senso di responsabilità degli insegnanti che prestano servizio nella nostra scuola. Sono consapevole che nella scuola dell’obbligo non dovrebbero essere richiesti contributi allefamiglie, purtroppo però se si vuole migliorare la qualità dell’insegnamento ci sono costi che la scuola non è in grado di sostenere con le proprie risorse. In ogni caso, vorrei rassicurare i genitori che non volessero aderire alla proposta: come già chiaramente detto durante l’incontro con le famiglie, il progetto, nelle classi in cui non sia possibile avere l’adesione di tutti, non partirà».
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