Malore alla fermata bus Muore Zappalorto

29 Aprile 2017

Ex dipendente comunale, una vita nello sport dilettantistico

CHIETI. Si alza dalla panchina, fa due passi per raggiungere l’autobus della linea 1 appena arrivato ma improvvisamente viene colpito da un malore fatale: si accascia a terra e muore sul marciapiede. È finita così la vita per il 78enne Lucio Zappalorto. Sconvolti parenti e amici. Il fatto è accaduto ieri intorno alle 10,30, lungo via Silvino Olivieri, vicino alla sede dell’Ater. Vano il prolungato tentativo di rianimarlo messo in atto dagli operatori del 118, giunti tempestivamente sul posto.
In seguito alla caduta, inoltre, l’uomo ha urtato la testa, provocandosi un trauma facciale e iniziando a perdere sangue.
Ad assistere alla scena Luciano Monaco, che stava aspettando con Zappalorto l’arrivo del mezzo pubblico e che ha rilasciato la sua testimonianza alle forze dell’ordine. Sono intervenuti immediatamente anche i vigili del fuoco e la polizia, in attesa dell’arrivo della scientifica per i rilevamenti utili a comprendere le dinamiche dell’accaduto. Un caso affidato al sostituto procuratore di turno, Marika Ponziani, che ha predisposto la restituzione della salma ai familiari.
L’autobus è rimasto davanti alla fermata e l’area è stata transennata, mentre lì è arrivata sconvolta la figlia del 78enne, Annamaria, per capire che cosa fosse successo. Con lei anche Franco Chiacchiaretta, della Panoramica, insieme ad altri responsabili della ditta. Dopo gli accertamenti durati più di due ore, la salma è stata trasportata nell’ospedale di Chieti dai titolari delle onoranze funebri La Sacra, che si occuperanno dell’allestimento del funerale previsto per domani alle 10 nella chiesa della santissima Trinità.
Lucio Zappalorto era conosciuto da tanti. Presidente provinciale dell’associazione di ciclismo amatoriale Udace, ex dipendente comunale in pensione, è stato da sempre organizzatore instancabile di tante competizioni ciclistiche sul territorio, un grande amante dello sport e che in molti hanno potuto apprezzare. «Me lo ricordo da giovanissimo. Avevo 14 anni quando lui mi tesserò per la prima volta all’associazione», ricorda l’amico Luca Zappacosta, anche lui giunto sul posto con gli altri addetti della Panoramica, «nel mondo del ciclismo lo conoscevano tutti. Mi diceva che negli ultimi tempi non pedalava più, non si sentiva in forma». Zappalorto mancherà anche ai tanti che lo hanno conosciuto nel quartiere di Santa Maria. È proprio in quella zona del centro storico che la moglie dell’uomo, Lina, ha tenuto per anni un negozio di abbigliamento intimo in via Degli Agostiniani e in cui il 78enne, dopo la chiusura dell’attività, volle aprire proprio la sede dell'Udace. Lucio lascia la moglie, i figli Annamaria e Antonio, il genero Aurelio, la nuora Cristina, i nipoti Riccardo, Francesca, Chiara e Marco.