Maltempo, famiglie senza luce da due giorni

San Buono. Appello di alcuni residenti: «Abbiamo anziani in casa che non possiamo accudire così»
VASTO. Vasto e il Vastese fanno la conta dei danni provocati dalle violente raffiche di vento che la notte fra giovedì e venerdì hanno flagellato il territorio. Ieri mattina il vicesindaco Licia Fioravante ha diretto la riunione con il Centro operativo comunale (Coc) per fare il punto della situazione.
«La stragrande maggioranza delle strade è stata riaperta», dice Fioravante. «Considerando che è in arrivo una nuova ondata di tempo perturbato e forte vento, resta in vigore l'ordinanza che ha disposto la chiusura del cimitero, della villa comunale, della villetta Ciccarone dell'area di sgambettamento per cani sulla circonvallazione, del viadotto Mario Molino e della pista ciclopedonale lato sud. La stima esatta dei danni non è ancora stata fatta. Con l'assessore Alessandro D'Elisa e l'ingegnere Luca Giammichele che dirige l'ufficio servizi e lavori pubblici è stata fatta una mappatura del territorio comunale e uno schema delle aree in cui intervenire per l'abbattimento di alberi pericolanti. Grande l'aiuto arrivato dalla protezione civile. I volontari hanno lavorato senza sosta e così pure gli operai della Pulchra. Siamo riusciti a ripristinare l'energia elettrica in tutta la città». Oltre 50 gli interventi di ieri dei vigili del fuoco nel comprensorio.
Costretti a muoversi facendo luce con le candele e senza potersi lavare con l'acqua calda. Niente elettrodomestici né collegamenti. I residenti di contrada Sodere, a San Buono, sono senza energia elettrica da giovedì sera. A denunciare la situazione insostenibile è A.R., nipote di un'anziana di 90 anni che abita nella contrada. «Mia nonna riusciva ad alzarsi e a coricarsi grazie ad un divano elettrico che ora non si muove. Dobbiamo prenderla di peso con il rischio di farle male. Muoversi con le candele accese», spiega la donna, «è pericoloso. Tutto quello che era nel congelatore è da buttare via. Ho sollecitato l'Enel ma senza successo. Ho avvisato i carabinieri e cercato di parlare con il sindaco. Tutto inutile. Nelle stesse condizioni di mia nonna ci sono altre famiglie, tutti i residenti delle abitazioni dal numero civico 1 all'8. È difficile anche comunicare perché per ricaricare il cellulare occorre andare altrove. Abbiamo bisogno di aiuto. La situazione è insostenibile», denuncia la donna. (p.c.)
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