Maltratta e stupra la compagna: condannato a 14 anni di carcere

Un 41enne ha abusato sessualmente della vittima in tre occasioni, poi le minacce per avere soldi L’avvocato di parte civile: giustizia è fatta in prossimità della giornata contro le violenze sulle donne
CHIETI. Quattordici anni di reclusione. È la condanna inflitta dal tribunale di Chieti (presidente Guido Campli, giudici a latere Enrico Colagreco e Morena Susi) a un fidanzato violento di 41 anni, che era arrivato a minacciare di morte la compagna, costringendola ad avere rapporti sessuali.
Una storia di abusi e paura ai danni di una 50enne, terminata con la sentenza che ha condannato l’uomo anche al pagamento delle spese processuali: era accusato di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale ed estorsione nei confronti della compagna.
È stato inoltre dichiarato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e condannato a risarcire i danni, da liquidarsi in separata sede civile alla donna, che si è costituita parte civile. Nei confronti dell’uomo, che non era un aula, è stata inoltre dichiarata l'interdizione legale per la durata della pena. Il pubblico ministero Giuseppe Falasca, al termine della requisitoria, aveva chiesto la condanna a 12 anni di reclusione. Sui fatti, che risalgono a tre anni fa, hanno indagato i poliziotti della seconda sezione della squadra mobile di Chieti. Dopo una iniziale frequentazione, fra i due si era instaurata una relazione affettiva, e l'uomo era andato a vivere a casa di lei, ma ben presto ha manifestato i primi atteggiamenti violenti, con scatti di ira immotivati e minacce di morte qualora l'avesse lasciato. Secondo l'accusa le controllava il cellulare, la seguiva quando andava a camminare e l'aveva allontanata dagli amici, non permettendole di frequentarli. La donna, secondo l'accusa, fu minacciata di morte affinché chiedesse un prestito di denaro che, a dire dell'uomo, era necessario per acquistare un terreno agricolo da coltivare, terreno che come emerso dal processo non venne acquistato. E, sempre dietro minaccia, l'uomo avrebbe prelevato alcune migliaia di euro dal conto di lei. In tre occasioni la donna ha subito violenza sessuale, in due delle quali è stata minacciata di morte. Decisive per incastrare l’uomo violento le testimonianze e le prove, come i messaggi ricevuti sul cellulare dalla donna.
Commenta l’avvocato di parte civile Manuela D’Arcangelo: «Proprio in prossimità della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, il tribunale di Chieti ha dato giustizia alla mia cliente». (o.d.a.)
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