Maltratta e umilia il padre disabile: «Ti sgozzo di notte mentre dormi»

2 Settembre 2024

La vittima, terrorizzata anche con un taglierino puntato contro, denuncia tutto ai carabinieri Il giudice allontana dalla casa familiare il figlio di 52 anni che vessa l’anziano invalido al 100% 

CHIETI. Per nove anni ha umiliato e minacciato di morte il padre invalido al 100%. «Ti sgozzo mentre dormi», lo terrorizzava. Un teatino di 52 anni, di cui non indichiamo il nome per tutelare l’identità della vittima, è finito nei guai con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, «con l’aggravante di aver commesso il fatto contro una persona portatrice di disabilità».
Il giudice Marcello Cozzolino, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giuseppe Falasca, ha disposto nei confronti dell’indagato la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare, prescrivendogli di mantenere una distanza di almeno cinquecento metri dall’abitazione e dai luoghi frequentati dai genitori. A ricevere la denuncia dell’anziano sono stati i carabinieri della stazione di Chieti Scalo, che hanno raccolto anche una serie di testimonianze per ricostruire il clima di tensione, insicurezza e vessazione instaurato in famiglia dal cinquantaduenne, tornato a vivere con la madre e il padre circa nove anni fa, ovvero dopo la separazione dalla moglie.
Da allora l’indagato, molto spesso ubriaco e alterato da hashish e marijuana, quotidianamente si è reso protagonista di comportamenti offensivi e aggressivi nei confronti dell’anziano. Non sono mancate le minacce di morte. «Ti squarto», «Ti massacro di botte», «Ti calpesto»: erano le frasi più frequenti pronunciate dal figlio, che è arrivato a puntare contro il padre un taglierino con una veemenza tale da provocare l’intervento della madre, che si è frapposta tra i due per evitare il peggio.
L’ultimo, grave episodio è avvenuto nella notte dello scorso 13 agosto, quando il cinquantaduenne, ancora una volta ubriaco, ha intimidito nuovamente la vittima, dicendole che l’avrebbe sgozzata mentre dormiva. L’anziano ha reagito con timore e agitazione, al punto da spingere la moglie a chiedere l’intervento della figlia e del genero. Questi si sono poi rivolti ai carabinieri, sopraggiunti tempestivamente in casa per evitare il peggio. Il caso è arrivato in procura e il pubblico ministero Falasca ha chiesto e ottenuto la misure cautelare.
Secondo il giudice Cozzolino, infatti, è concreto e attuale il pericolo che l’indagato possa continuare a commettere reati analoghi, senza considerare che ha già un precedente penale per maltrattamenti in famiglia. Inoltre i comportamenti denunciati sono stati tenuti con notevole frequenza e gravità. Ecco perché il cinquantaduenne deve lasciare immediatamente casa.
L’indagato, difeso dall’avvocato Rocco Di Sipio, nel corso dell’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere.
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