«Maltrattava i bambini in classe» Maestra di 60 anni va a processo

3 Dicembre 2022

Il gup ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio per un’insegnante della scuola dell’infanzia in via Verdi La tesi dell’accusa: «Intimidiva, picchiava e umiliava gli alunni». La difesa: non ha mai usato la violenza

SAN SALVO. Dopo tre anni di perizie e accertamenti, il gup Fabrizio Pasquale ha rinviato a giudizio l’insegnante 60enne di San Salvo accusata di maltrattamenti sui minori durante le lezioni. La donna, che insegnava alla scuola dell’infanzia in via Verdi a San Salvo (Istituto comprensivo 2), dovrà comparire davanti ai giudici del tribunale di Vasto il 2 febbraio 2023. Il 22 dicembre, inoltre, ci sarà un’udienza in cui saranno inseriti nuovi elementi utili al dibattito.
Venti famiglie in attesa
In totale sono venti le famiglie dei piccoli alunni, che all’epoca dei fatti avevano da due a sei anni, che hanno deciso di costituirsi parte civile. Alcune di loro saranno rappresentate dall’avvocato Antonello Cerella, altre dallo studio legale degli avvocati Clementina De Virgiliis e Claudia D’Alò, altre ancora da un’associazione che si occupa di tutela dei minori. Gli avvocati dei genitori hanno chiesto l’estensione della responsabilità civile al ministero della Pubblica istruzione. Ad incastrare l’imputata ci sono 400 ore di filmati che racconterebbero «urla e ingiurie ai bambini oltre a reiterati atti di violenza fisica e psicologica». Quelle immagini convinsero tre anni fa il sostituto procuratore Michele Pecoraro delle condotte vessatorie e violente applicate dalla maestra nei confronti di un’intera classe. L’insegnante, assistita dall’avvocato Alessandra Cappa, ha sempre negato di aver usato la violenza con i piccoli e la sua difesa, nel corso delle numerose udienze, ha parlato di «educazione rigida ma affatto violenta».
Le accuse
Nella richiesta di rinvio a giudizio della procura, accolta dal gup Pasquale, sono stati elencati atteggiamenti quantomeno discutibili e in qualche caso molto gravi. L’accusa parla di «reiterati atti di violenza fisica e psicologica», nonché di «maltrattamenti dei piccoli alunni di età compresa fra i due e i sei anni a lei affidati per ragioni di educazione». Secondo la procura, inoltre, i piccoli alunni sarebbero stati sottoposti «con frequenza quasi quotidiana», sostiene l’accusa, «a continue sofferenze fisiche e umiliazioni morali, esigendo comportamenti inadeguati per la loro età, inveendo contro di loro mediante urla e ingiurie e mortificandoli in caso di qualsiasi manifesta difficoltà dei bambini nel rispettare le sue direttive, strattonandoli, percuotendoli con schiaffi sulla nuca o sul capo, instaurando durante le sue ore di presenza un clima di tensione e paura nei bambini vittime o spettatori delle azioni poste in essere».
l’Arresto e la sospensione
Gli episodi più gravi si sarebbero verificati dall’8 al 29 gennaio del 2019. «Con l’aggravante», sostiene il pm, «di aver commesso i reati con abuso di autorità in danno di minori e all’interno di un istituto di istruzione». Quello che accadeva a scuola venne ripreso dalle telecamere in oltre 400 ore di filmati. Le immagini, analizzate anche da periti ed esperti, secondo l’accusa testimoniano la condotta talvolta vessatoria e violenta dell’insegnante nei confronti dei piccoli alunni. A segnalare gli episodi al dirigente scolastico furono alcune sue colleghe insegnanti all’inizio dell'anno scolastico 2018-2019. Il dirigente avvisò immediatamente i carabinieri che avviarono subito l’indagine. Il 20 febbraio 2019 la maestra venne arrestata e posta ai domiciliari. Il 14 marzo il giudice Italo Radoccia, sentito il sostituto procuratore Michele Pecoraro, ritenne di poter sostituire la misura cautelare con la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio di pubblico servizio. In sintesi gli arresti domiciliari vennero sostituiti con la sospensione dell’attività di insegnamento e del contatto con i minori.