Mamma di 42 anni muore nello schianto

2 Febbraio 2020

Alessia di Febbo stava andando a ritirare i mobili per la cameretta dei suoi due bambini, ferito il marito: è un noto avvocato

SAN MARTINO SULLA MARRUCINA. Stavano andando a ritirare i mobili per la cameretta dei loro bimbi: Anna Sofia, quattro anni appena, e Giuseppe, undici. Ma sul pick up che si erano fatti prestare da un amico è piombata all’improvviso una Fiat 500L: Alessia di Febbo, 42 anni, imprenditrice di Orsogna che dirigeva un’azienda agricola, è stata sbalzata sull’asfalto ed è morta sul colpo; il marito Roberto D’Angelo (43), noto avvocato, è rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale con l’elicottero: adesso è fuori pericolo. La tragedia è avvenuta ieri pomeriggio sulla statale 81, all’altezza di San Martino sulla Marrucina. Anche F.R., 39enne di Rapino che guidava l’altra auto, e la figlia di tre anni – feriti in modo non grave – sono stati portati in pronto soccorso.
Questa storia senza lieto fine comincia intorno a ora di pranzo. Roberto e Alessia invitano una coppia di amici nella loro casa di Orsogna, in corso Trento e Trieste, accanto alla caserma dei carabinieri: mangiano insieme, poi iniziano a preparare la cameretta per accogliere i mobili nuovi, già prenotati all’Ikea di Sambuceto. Nel primo pomeriggio, salutano gli ospiti dandosi appuntamento per cena. «Noi andiamo a ritirare i mobili, poi stasera ci vediamo per una pizza», dicono Roberto e Alessia, prima di lasciare i figli da alcuni parenti e salire sul Mitsubishi L20 prestato dall’amico. Lui è alla guida, lei è seduta accanto. La tragedia si consuma prima delle 16. La Fiat 500L guidata da R.F., che viaggia verso Guardiagrele, invade la corsia opposta: lo schianto frontale è terribile. Il pick up, come una scheggia impazzita, finisce contro la cunetta, rimanendo in bilico sul guardrail. Per Alessia non c’è niente da fare: sbalzata fuori dall’abitacolo, muore all’istante. Sul posto arrivano gli operatori del 118 con l’ambulanza e l’elicottero, i vigili del fuoco e i carabinieri della stazione di Casacanditella e del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, coordinati dalla tenente Maria Di Lena. Padre e figlia vengono trasferiti all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti: le loro condizioni sono buone. L’avvocato D’Angelo, che finisce in codice rosso a Pescara con un trauma cranico, non perde mai conoscenza: i successivi accertamenti escludono lesioni preoccupanti. Il sostituto procuratore Marika Ponziani apre un’inchiesta: per i due veicoli scatta il sequestro, mentre il corpo della donna viene trasportato all’obitorio di Chieti per l’autopsia. Sull’asfalto, restano la borsa verde di Alessia, uno specchietto rotto, un estintore. È ancora giorno, ma in un attimo scende il buio su questo pezzo di statale. E adesso chi glielo dice, ai piccoli Anna Sofia e Giuseppe, che mamma Alessia a casa non tornerà più?
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