Mamma morta a 40 anni: l’automobilista indagato positivo a cocaina e oppiacei

24 Settembre 2023

Lo dicono le prime analisi eseguite in ospedale sul 25enne di Guardiagrele  La lancetta del contachilometri della sua auto ferma a «120» dopo lo schianto

CHIETI. Vallo a spiegare, ora, al piccolo Davide, otto anni appena, che mamma Stefania non potrà mai più tornare a casa perché alla guida dell’auto che l’ha uccisa c’era un giovane risultato positivo alle droghe. Vagli a dire, poi, che su quella stessa Fiat Tipo la lancetta del contachilometri è rimasta ferma a «120», probabilmente la velocità alla quale l’automobilista viaggiava in un tratto in cui il limite è ben inferiore. Sarà l’inchiesta della procura della Repubblica di Chieti a fare luce sulla tragedia dello scorso 29 agosto, avvenuta sulla Fondovalle Alento, nel territorio di Bucchianico, e costata la vita a Stefania Di Michele, la mamma teatina di 40 anni che era diretta nella sua abitazione di Pretoro dopo la serata al cinema con il figlioletto Davide e il marito Pietro Caruso, 49 anni, entrambi vivi per miracolo.
In attesa dell’esito della super consulenza ordinata dal pm, però, ci sono già i primi punti fermi in questa storia senza lieto fine. Le analisi eseguite all’ospedale di Pescara hanno cristallizzato che Francesco Verna, 25 anni di Guardiagrele, rimasto ferito gravemente, il conducente della Tipo che ha invaso la corsia opposta e si è schiantato contro la Fiat Panda di Di Michele, al momento dell’incidente era positivo alla cocaina e agli oppiacei, non il fatto che fosse sicuramente alterato mentre guidava, dato che le sostanze stupefacenti lasciano tracce anche per giorni. Se quest’ultima circostanza fosse verificata con ulteriori accertamenti, la posizione di Verna – già indagato per omicidio stradale – rischierebbe di aggravarsi ulteriormente.
Il sostituto procuratore Lucia Anna Campo, che coordinata le indagini dei carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Chieti, ha scelto un esperto per ricostruire la dinamica dello schianto. L’incarico è stato già affidato all’ingegnere meccanico Alghero Guido Vincenti, professionista avezzanese, specializzato in infortunistica stradale: la risposta ai quesiti formulati dal pubblico ministero arriverà entro novanta giorni. La famiglia della vittima, assistita dall’avvocato Andrea Di Lizio, ha nominato come consulente tecnico di parte Pierluigi Perfetti. L’indagato, difeso dall’avvocato Alessandro Marrone, si è affidato invece a Gianluca Ciofani.
Non solo l’esito dei primi rilievi: ci sono anche due testimoni che hanno visto la Tipo invadere la corsia opposta, colpire di striscio la Fiat Panda di un altro giovane guardiese, il ventiseienne Domenico Monaco (se la caverà poi con venti giorni di prognosi), e poi schiantarsi frontalmente sulla macchina della mamma di 40 anni.
Pietro, il marito della vittima, non può darsi pace dopo una tragedia che ha sconvolto la vita della sua famiglia: pubblica su Facebook le foto dei momenti felici vissuti con Stefania e Davide e dedica canzoni alla moglie.
«Nostro figlio», ha scritto Pietro nella lettera letta in chiesa nel giorno dei funerali celebrati a Pretoro, «è il dono più prezioso, è lui che guarderò quando sarà dura andare avanti. Ti ritroverò nei suoi occhi e nel suo sorriso. Ti ho incontrata nella notte di San Lorenzo, il nostro è stato un colpo di fulmine. Ci ho messo dieci minuti a innamorarmi di te e nello stesso tempo ti ho persa. Hai realizzato uno dei tuoi sogni: festeggiare i tuoi 40 anni a Londra. Gli altri sono andati in fumo per colpa di un destino crudele». Vallo a spiegare, ora, al piccolo Davide.
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