Mamma morta, è il giorno del dolore

Oggi alle 15, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Ortona, l’ultimo saluto ad Alessia di Febbo: lascia due figli piccoli
CHIETI. Oggi è il giorno del dolore. Del lutto che unisce due comunità: quella di Ortona, la sua città d’origine, e quella di Orsogna, dove viveva con il marito Roberto D’Angelo e i suoi due bimbi di 4 e 11 anni, Anna Sofia e Giuseppe. Sono in programma alle 15 i funerali di Alessia di Febbo, la mamma di 42 anni morta sabato scorso in un incidente stradale avvenuto sulla statale 81, all’altezza di San Martino sulla Marrucina. L’addio sarà dato nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Ortona. Ieri mattina l’autopsia eseguita dal medico legale Marco Piattelli, su ordine del sostituto procuratore Marika Ponziani, ha confermato che la donna è deceduta sul colpo per un grave trauma cranio-encefalico.
«Oggi è il giorno dell’addio a una donna coraggiosa, legatissima alla famiglia e capace di portare avanti con risultati la sua azienda agricola», ripetono le amiche che non possono rassegnarsi davanti a un destino assurdo. Sabato pomeriggio Alessia, insieme al marito avvocato, stava andando a ritirare i mobili per la cameretta dei bambini all’Ikea di Sambuceto: la coppia si era fatta prestare il pick up da un amico. Ma all’improvviso, stando a una prima ricostruzione, la Fiat 500L guidata da R.F., 39 anni di Rapino, ha invaso la corsia opposta. L’impatto è stato devastante: la giovane mamma è stata sbalzata dall’abitacolo, perdendo la vita all’istante. Sul posto si sono precipitati gli operatori del 118 con l’ambulanza e l’elicottero, i vigili del fuoco e i carabinieri. Ma non c’è stato niente da fare. Ad occuparsi dei rilievi sono stati i militari del nucleo operativo e radiomobile di Chieti e della stazione di Casacanditella.
L’automobilista è stato iscritto sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale: si è trattato di un atto dovuto in vista di un esame irripetibile come quello dell’autopsia. Nell’inchiesta aperta dalla procura risultano come persone offese il marito di Alessia, il padre Antonio e la madre Anna Maria. L’indagato è difeso dall’avvocato Vittorio Supino, mentre la famiglia della vittima è assistita dall’avvocato Arabella Tenaglia. Ieri mattina, sul portone del palazzo di giustizia di Chieti, è stato affisso un manifesto funebre dall’Ordine degli avvocati di Chieti per ricordare Alessia, «giovane e preparata professionista del nostro foro». Sì, perché l’imprenditrice era anche laureata in Giurisprudenza. La pagina Facebook di Alessia è stata inondata di messaggi di dolore e di vicinanza alla famiglia. Sarà l’inchiesta a individuare le responsabilità dell’incidente. Ma oggi c’è spazio solo per il dolore e per le lacrime.
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