Mamma più forte del virus «Il mio parto di speranza»

Una 38enne di Città Sant’Angelo, positiva al Covid, dà alla luce una bambina «La piccola Aurora Nina sta benissimo: adesso non vedo l’ora di abbracciarla»
CHIETI. È nata all’alba di ieri, pesa tre chili e mezzo e ha già parecchie avventure da raccontare. La piccola Aurora Nina sta benissimo: è ricoverata all’ospedale di Chieti insieme alla sua mamma, Daria Gentile, 38 anni di Città Sant’Angelo, positiva al Covid, mentre il papà Paride Mariotti non può allontanarsi di casa per lo stesso motivo. «Il mio è un messaggio di speranza per tutte le donne che stanno vivendo o vivranno la mia stessa situazione», racconta al telefono Daria.
A occuparsi della sua gravidanza, ritenuta ad altissimo rischio per una seria problematica medica della paziente, è stata l’équipe del Centro di medicina prenatale guidata dal professor Francesco D’Antonio, che ieri ha seguito il parto cesareo insieme alla ginecologa Francesca Di Sebastiano, all’anestesista Andrea Rizzacasa, al neonatologo Sara De Sanctis, alle ostetriche Stefania Pettinella, Roberta Di Paolo ed Eleonora Di Nardo, alla strumentista Gaia Ridolfi e agli infermieri Antonio Bellasame e Mirella D’Angelo.
Qualche giorno fa, Daria ha scritto al presidente della Regione Marco Marsilio per segnalare una serie di criticità riscontrate al Santissima Annunziata. «La scorsa settimana», ricostruisce la diretta interessata, «sono andata in ospedale per fare un controllo e ho notato che non c’era un percorso per le mamme positive al Covid. Mi hanno lasciata per ore dentro una stanza di Pneumologia. Poi mi hanno portata in giro per l’ospedale su una sedia a rotelle, con un addetto che spruzzava cloro e candeggina e invitava la gente ad allontanarsi, come se fossi un’appestata: vi assicuro che, a livello umano, è stato veramente alienante. Ho deciso di contattare la Regione anche perché, in futuro, ci saranno sicuramente altre mamme nella mia stessa situazione: vorrei che venissero tutelate in ogni momento della loro gravidanza, al contrario di ciò che è accaduto a me».
Poi, però, Daria aggiunge: «Il professor D’Antonio e la sua équipe mi hanno seguito con competenza, gentilezza e amore: si sono dedicati al mio caso anima e corpo, per me sono diventati di famiglia».
La donna – già madre di due bimbi, Francescopio di 11 anni e Fabrizio di 7 – ha scoperto casualmente di essere positiva al Covid perché era (e lo è tuttora) asintomatica. «È successo il 17 febbraio, quando sono andata in ospedale per aprire la cartella clinica in vista del parto cesareo». Daria non ha potuto ancora abbracciare la piccola Aurora Nina. «Guardo le foto di mia figlia sul cellulare e piango, perché non potrò vederla finché non risulterò negativa al tampone. Ma lei sta bene, ed è questa l’unica cosa che conta».
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