«Mammografie lente solo se sbagli la prenotazione»

25 Settembre 2014

Per la Asl le lunghe liste d’attesa sono un falso problema e spiega il perché La responsabile di senologia radiologica: le richieste non vanno fatte al Cup

CHIETI. L'emergenza mammografie? E' un falso problema, spiegano convinti alla Asl. E l'indice di riferimento non può essere quello dei casi limite che coinvolgono il Cup, visto che il Centro delle prenotazioni è ormai estraneo alla gestione delle mammografie, a loro volta parte di una complessa specialità fatta di programmi gestiti dallo "Sportello senologico" cui il medico di famiglia, ma anche la stessa paziente, devono fare riferimento per ogni caso: dalla semplice esigenza di controllo della salute alle situazioni in cui si sospetta l'insorgenza di un tumore.

Lo Sportello, in realtà più punti di accesso a informazioni e richieste di esami mammografici per diagnosi precoce, è oggi attivo al Clinicizzato (due mammografi di cui uno di ultima generazione) e negli ospedali di Vasto, Lanciano e Ortona, dove ha sede proprio il Centro di diagnostica senologica, dove gli esami giungono per via telematica dai mammografi collegati con un sistema a altissima risoluzione che ha reso obsolete le tradizionali lastre radiografiche. E, in linea con la facilità di comunicare di oggi, la Asl teatina ha anche attivato numeri di telefono come il verde 800.727057 che risponde sullo screening mammografico e a ogni altra esigenza, e lo 0871.358082 che corrisponde allo sportello senologico del Colle dell'Ara ma può anche fornire informazioni su orari e funzionamento degli altri sportelli in ambito Asl. Sul sito della Asl (asl2abruzzo.it) ci sono pagine che guidano con chiarezza verso l'adesione al servizio di screening. «Il caso delle mammografie», spiega la dottoressa Marzia Muzi, responsabile di Radiologia senologica della Asl teatina, «è singolare, perché finito nell'occhio del ciclone per ragioni estranee al funzionamento del servizio, visto che il settore senologico è tra le assolute avanguardie della sanità di questa provincia. In altre parole, la lista di attesa non è veritiera». Dai 40 ai 49 anni funziona infatti il servizio a richiesta dell'interessata, che potrà accedere a esami mammografici ogni 12 mesi. «Dai 50 ai 69 anni c'è lo screening mammografico», spiega Muzi, «partito nel 2012, con lettera di invito e esami ogni 24 mesi». Si tratta del cuore del programma di prevenzione, con 9mila inviti nei primi otto mesi dell'anno e il 49 per cento di adesioni, che hanno consentito di scoprire 40 casi mentre nell'arco dei 12 mesi del 2012 erano stati 25, 56 invece nel 2013. «Abbiamo spedito», spiega la responsabile della Radiologia senologica, «altri 10mila inviti nelle prime tre settimane di settembre, e altrettanti sono in partenza per ottobre. Dall'1 al al 19 abbiamo effettuato 1.480 esami». Muzi spiega cosa ha costruito il mito delle mammografie finite nel mirino delle accuse. «In generale», premette, «si tratta di percorsi che non sono cominciati allo Sportello senologico, un problema che sorge quando il medico di base non è al corrente del funzionamento del percorso mammografico, o quando la paziente ritiene che la via naturale di accesso sia il Cup. In questo modo fallisce l'incontro tra l'utente e il servizio, che secondo le linee guida nazionali e le direttive europee ha riprodotto nella nostra Asl le eccellenze che distinguono in tema di senologia regioni come il Piemonte e l'Emilia-Romagna». (f.b.)

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