Mammografie, ora l’ospedale resta senza personale

14 Giugno 2021

LANCIANO. A rischio la certificazione europea Eusoma che l’ospedale Renzetti ha per la cura del carcinoma alla mammella. E a rischio anche i fondi collegati e, soprattutto, gli esami previsti fuori...

LANCIANO. A rischio la certificazione europea Eusoma che l’ospedale Renzetti ha per la cura del carcinoma alla mammella. E a rischio anche i fondi collegati e, soprattutto, gli esami previsti fuori dagli screening programmati per le donne che devono recarsi in altri presidi. Questo perché in radiologia non c’è più alcun medico con indirizzo in senologia. Il problema, sollevato dal consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S), è solo l’ultimo di una serie di drammi per il Renzetti che doveva vedere nel 2021 l’anno del rilancio. «Su quanto sta accadendo all’ospedale chiederò conto domani in commissione sanità», dice Taglieri, reduce da una visita ispettiva nel presidio. «Gravissima carenza di personale, macchinari obsoleti o assenti, amianto non eliminato completamente: questo ho visto nelle corsie. Mi chiedo la giunta regionale, invece, cosa abbia visto per aver classificato i reparti di urologia e otorino come unità operative semplici dipartimentali, attive cioè tutti i giorni h24, se non ci sono urologi e otorini e si lavora a stento 12 ore. In chirurgia poi mancano 5 specialisti, in radiologia non c’è alcun medico con indirizzo in senologia, tanto che a Lanciano non si fanno più mammografie fuori dagli screening. E questo mette a rischio la certificazione di “Breast center Eusoma” per il carcinoma della mammella. A luglio gli ispettori della certificazione europea vedranno zero mammografie. Proveremo a giustificarci con i lavori per la bonifica amianto – non ancora partiti in Ginecologia – che hanno bloccato l’attività in radiologia: basterà? Lavori che sono finiti ma di cui non è stata dichiarata la fine e quindi l’attività è semiparalizzata. Inoltre in radiologia si attende la famosa seconda tac che non c’è». E poi le carenze di organico, pure infermieristico, tanto che anche andare in ferie è un lusso: «Gli ordini di servizio per coprire emergenze improvvise sono diventati programmatici», dice il consigliere che mette in guardia Asl e Regione sul fatto che in Pronto soccorso, il terzo in Abruzzo per numero di interventi, oltre la metà degli operatori è a tempo determinato: «C’è il rischio di lasciare sguarnita la prima linea di difesa del presidio». In questa realtà la giunta Marsilio ha calato la bozza della rete ospedaliera che vede il Renzetti dea (dipartimento emergenza e accettazione) di primo livello. «La bozza», protesta Taglieri, «è più un manifesto politico, pronto per essere bocciato al tavolo di monitoraggio in modo che si possano poi scaricare le colpe sul ministero: si avvicinano le elezioni amministrative».
Pensiero condiviso dal consigliere regionale Pd Silvio Paolucci: «Annunci vani», dice Paolucci, «nella bozza Lanciano e Vasto condividono la direzione sanitaria di presidio, che non è possibile in dea di primo livello che deve avere autonomia gestionale. Poi questo piano ha bisogno di ingenti risorse umane ed economiche che non ci sono. E che dire dei nuovi ospedali? Non si faranno. Di concreto c’è solo l’interesse a fare bella figura nelle due città in cui si vota».