Manca il personale tribunale al collasso: si rischia la paralisi

4 Novembre 2019

Allarme di Progetto Lanciano: si scende da 30 a 16 dipendenti Il gruppo chiede il reintegro dei pensionamenti in arrivo

LANCIANO . «Reintegrare la pianta organica del tribunale altrimenti da gennaio l’attività si bloccherà e si arriverà al collasso». È Progetto Lanciano a lanciare l’allarme per il tribunale che rischia la paralisi per via del personale ormai ridotto all’osso. Cinque pensionamenti ad agosto e altrettanti previsti nei prossimi mesi dimezzeranno il personale (da 30 dipendenti si scenderà a circa 16); cancellerie e uffici sempre più vuoti col rischio di far cadere nel vuoto le deroghe e le proposte per salvare il tribunale dalla chiusura prorogata a settembre 2021. «Va bene la proroga ma il reintegro della pianta organica è l’obiettivo sul quale a breve termine deve insistere il largo fronte che sta coinvolgendo politici locali, movimenti civici, associazioni e professionisti che operano nel foro di Lanciano», dicono Giacinto Verna, vicesindaco di Progetto Lanciano, Daniele Pagano coordinatore cittadino e Paola Zulli consigliere comunale delegata alla questione tribunale. «Se entro pochi mesi non viene reintegrata la pianta organica ormai ridotta all’osso, rischiamo che il nostro tribunale, al di là di ogni legittima e giusta deroga, venga chiuso di fatto già dal prossimo anno». Così i numeri e la produzione del presidio, andranno a scendere e i danni ci saranno anche per i cittadini, con processi più lunghi, adempimenti difficili da fare. «Da fine anno mancheranno un assistente giudiziario e un funzionario che andranno in pensione», riprende Progetto Lanciano, «queste assenze si aggiungeranno a due funzionari giudiziari e un cancelliere che lavorano part time o usufruiscono di permessi speciali, a un assistente giudiziario che usufruisce di congedi parentali. Attualmente sono assenti per malattia un cancelliere del settore penale e un ausiliario. Per questo la capacità produttiva del tribunale negli ultimi mesi è gradualmente diminuita, mentre la mole di lavoro resta alta: è questo quello che avvertono tutti i giorni sulla propria pelle avvocati, professionisti, impiegati e cittadini che frequentano il nostro tribunale. Ricordiamo quanto sia considerevole la mole di lavoro di un presidio giudiziario che è sempre sede di Corte d’Assise, e che, per la presenza nel territorio comunale di Lanciano di un super carcere, presta il proprio personale a tutta una serie di ulteriori incombenze». Al senatore M5s Gianluca Castaldi, a cui il sindaco Mario Pupillo ha chiesto di convocare al più presto un incontro a Roma con i parlamentari abruzzesi, bisogna sottoporre subito il problema personale.
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