Manca l’acqua, la rabbia dei commercianti

31 Agosto 2020

I negozianti: andiamo in procura. Menna: è colpa della Regione. Grandi disagi anche a San Salvo

VAST0. Mentre il Vastese brucia, comincia a mancare anche l’acqua per far fronte agli incendi. Non solo: residenti e operatori sono stati costretti a comprare acqua non solo per bere, ma anche per lavarsi. Il consorzio di operatori Vivere Vasto marina ha diffidato il sindaco, minacciando il ricorso alla magistratura. «Da venerdì, a Vasto marina, non viene erogata acqua», scrivono gli operatori. «Questo ha provocato la partenza anticipata dei turisti con evidenti danni economici. Lei è l’autorità locale e per questo la diffidiamo affinché provveda a disporre un servizio idoneo di autobotti. Permanendo il suo disinteresse, ci riserviamo di segnalare la cosa alla Procura della Repubblica». Immediata la replica di Francesco Menna: «Fermo restando il rammarico per il disagio subito dagli operatori, ricordo che l’emergenza idrica, ha creato un danno soprattutto al Comune. Per questo sono pronto ad andare in Procura con i miei faldoni che raccontano la “grande sete”. Ringrazio Arap e Arap servizi per il grande sforzo che hanno messo in campo in queste ore. Razionalizzando al massimo l’erogazione di acqua alle industrie, ha potuto soccorrere e sostenere la Sasi nell’erogazione di acqua potabile urbana con un contributo di 60 litri al secondo. Cosa non dovuta e non scontata». Subito dopo, Menna attacca: «È evidente, in circostanze così complesse, l’inefficienza e l’inefficacia della Regione che nulla ha fatto in merito. Aspettiamo da giorni un’ordinanza per lo stato di emergenza dalla giunta regionale, che però non è arrivata».
Sulla carenza idrica è intervenuto anche il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca: «In questo clima emergenziale ringrazio quanti tra gli enti coinvolti hanno dato la loro disponibilità nell’accogliere le nostre richieste trovando delle soluzioni condivise. Una situazione che andava affrontata da tempo, su questo siamo tutti d’accordo, ci siamo attivati con la Prefettura e tutti gli enti preposti per giungere a una conclusione. Questa vicenda ci ha ricordato che non possiamo più permetterci di convivere con queste emergenze». (p.c.)