Mancano i telai dei furgoni Sevel Alla Trigano 130 operai a casa

23 Febbraio 2022

Il reperimento delle componenti mette in difficoltà le aziende: la fabbrica dei Ducato ancora ferma Non saranno rinnovati i contratti precari nell’impresa dei van. La Fiom: «Solo una fase momentanea»

PAGLIETA. La crisi della fornitura automotive mette di nuovo in seria difficoltà le fabbriche abruzzesi. E ancora una volta a farne le spese sono le aziende che, senza l’ormai cronico problema del reperimento della componentistica, sarebbero invece in stato di grazia: Sevel e Trigano Van, i cui destini si intrecciano. L’azienda del Ducato ha appena annunciato la sospensione delle attività lavorative dalle 14.15 di domani alle ore 5.45 di sabato 26 febbraio. E proprio nella stessa giornata arriva una brutta notizia anche da parte dell’azienda che produce van e camper su basi Ducato provenienti dalla Sevel, fornitore unico della Trigano Van: per mancanza di chassis (telai) non saranno rinnovati 130 contratti a termine nella fabbrica di Paglieta.
L’allarme viene diffuso dalla Fiom, per voce del segretario provinciale Andrea De Lutis: «Siamo di fronte a un paradosso», interviene, «da una parte una enorme richiesta di mercato per quanto riguarda i van e dall’altra l’impossibilità a produrli per mancanza di chassis Ducato. La contraddizione è proprio questa, dopo l’incontro tenuto lunedì con la Trigano, siamo dovuti passare nelle assemblee per spiegare ai lavoratori della Trigano che l’azienda sarà costretta a chiedere cassa integrazione e che per via delle norme in vigore, nonostante la forte richiesta di mercato, la Trigano non sarà nella condizione di poter rinnovare i contratti dei lavoratori a tempo determinato Trigano e in somministrazione, di conseguenza le 130 persone che a fine febbraio vedranno scadere il proprio contratto a tempo determinato, perderanno il lavoro». I dipendenti saranno coperti dalla Naspi, l’indennità di disoccupazione. «Non parliamo di una difficoltà del settore», prosegue De Lutis, «anzi, di quella che c’è nel soddisfare la domanda. Purtroppo quella che sembra essere una crisi dei componenti continua a colpire il settore automotive e colpendo anche Sevel di riflesso colpisce Trigano e i lavoratori. Abbiamo il dovere di lanciare un messaggio forte e chiaro a queste lavoratori: questa è solo una fase momentanea che probabilmente durerà poche settimane».
L’azienda ha infatti riferito al sindacato che non ha intenzione di rivedere il bilanciamento delle linee, ciò significa che nei piani aziendali la necessità resta quella di produrre a pieno regime e quindi con tutte le persone che sono occupate ad oggi. «Sempre nell’ottica della salvaguardia delle persone», prosegue la Fiom, «abbiamo concordato che tutte i lavoratori in uscita saranno reintegrati e se questo non dovesse avvenire in blocco, le persone rientreranno a gruppi seguendo il criterio dell’ anzianità fino al reimpiego di tutti. Inoltre, anche se nei fatti ci sarà una interruzione di contratto, abbiamo concordato che saranno conservate le anzianità convenzionali, questa pratica avrà ripercussioni positive per quanto contenuto in tema di anzianità nel ccnl e per i trattamenti di miglior favore che abbiamo conquistato nel contratto integrativo aziendale. In pratica sarà come se i lavoratori non fossero mai usciti dalla Trigano».