Marchese: «Ecco gli aumenti dei canoni agli agricoltori»
VASTO . Stesso utente e medesimo terreno, con una sola differenza: il canone irriguo che è passato dai 34,85 euro del 2017 ai 67,69 euro del 2018. Praticamente il doppio. Gli avvisi di pagamento,...
VASTO . Stesso utente e medesimo terreno, con una sola differenza: il canone irriguo che è passato dai 34,85 euro del 2017 ai 67,69 euro del 2018. Praticamente il doppio. Gli avvisi di pagamento, recapitati al proprietario del lotto sito nel comune di San Salvo, sono la prova degli aumenti praticati dal Consorzio di bonifica sud e denunciati da Gabriele Marchese in qualità di esponente di AbruzzoVivo, ma puntualmente smentiti dal commissario dell’ente Franco Amicone. Per l’ex sindaco di San Salvo “carta canta”.
«La realtà è ben diversa dai comunicati stampa», attacca Marchese che esibisce i due avvisi di pagamento, «sono relativi agli anni 2017 e 2018 arrivati allo stesso utente e per il medesimo terreno, a dimostrazione che il prezzo del canone è raddoppiato. Ogni ulteriore commento è superfluo». Nei giorni scorsi, quando l’esponente di AbruzzoVivo (associazione che annovera tra i suoi promotori esponenti del Pd e del centrosinistra locale) ha sollevato il problema, Amicone ha smentito gli aumenti sostenendo che «i canoni irrigui non solo non sono raddoppiati, ma a fronte dell’aumento del 57% operato per l’anno 2016, sono stati ridotti del 50% nel corso del 2017 e del 20% per l’anno in corso». Lo stesso commissario ha spiegato che era stato aggiornato il catasto consortile, dal quale erano emersi i numeri delle particelle e dei contribuenti non censiti, che sono stati assoggettati al contributo irriguo corrispondente. E ha aggiunto che «le organizzazioni agricole avevano verificato sia la diminuzione dei canoni, sia la conformità del censimento relativo alle particelle e ai soggetti contribuenti».
La polemica sui canoni irrigui era stata preceduta dalla querelle relativa all’aumento del 43% della indennità di funzione, passata da 2.100 a 3mila euro, sollevata dal consigliere regionale Mauro Febbo (FI) che in più occasioni ha evidenziato «l’assenza di trasparenza e di legalità da parte dell’ente vastese per non aver proceduto, come prevede la legge, alla pubblicazione degli atti e delle delibere adottate». Insomma, il Consorzio di bonifica è spesso sotto la lente di ingrandimento anche per il protrarsi del commissariamento che va avanti ormai da quattro anni. Prima che venisse nominato Amicone l’ente consortile era stato guidato da Rodolfo Mastrangelo. Ora le organizzazioni di categoria tornano a chiedere le elezioni per restituire il Consorzio ai loro legittimi proprietari, cioè gli agricoltori. (a.b.)
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