Marciapiedi a pezzi Ripartono i lavori anti-risarcimenti

26 Maggio 2020

LANCIANO. Sono ripresi ieri i lavori di sistemazione dei marciapiedi cittadini. Ruspa e operai della ditta “Emmeti srl costruzioni e restauri” sono a lavoro in via Isonzo per proseguire nei prossimi...

LANCIANO. Sono ripresi ieri i lavori di sistemazione dei marciapiedi cittadini. Ruspa e operai della ditta “Emmeti srl costruzioni e restauri” sono a lavoro in via Isonzo per proseguire nei prossimi giorni anche in due tratti di viale Della Rimembranza. I lavori fanno ancora parte dei 100.000 euro stanziati dall’amministrazione Pupillo lo scorso anno per rifare una decina dei tratti più malmessi dei marciapiedi cittadini, quelli dove era davvero un’impresa camminare; veri campi minati. E quelli che costavano al Comune circa 80.000 euro annui di risarcimento danni ai malcapitati pedoni.
«Di quell’appalto dello scorso anno per rifacimento marciapiedi», spiega l’assessore ai lavori pubblici, Giacinto Verna, «erano rimasti da ultimare i due tratti di via Isonzo, che sono in corso, e poi altri due tratti di viale Della Rimembranza; la parte che è sotto la sede Ater e il tratto che va verso via Piave. I lavori, attesi da tempo, sono iniziati da via Ferro di Cavallo (dove i marciapiedi erano letteralmente a brandelli nonostante fossero percorsi ogni giorno da centinaia di studenti, ndc) poi si sono spostati in via per Fossacesia, in via Piave, via Fiume, via Zara, via Monte Grappa, via Veneto e piazza Dell’Arciprete. Si sono bloccati, poi sono rimasti fermi per il Covid e ora sono ripresi. Dopo aver ultimato questi tratti nei prossimi giorni la ditta tornerà su via Ferro di Cavallo per sistemare un piccolo spazio rimasto fuori dai lavori perché c’erano delle impalcature a un palazzo e su via Per Fossacesia».
I marciapiedi su cui l’amministrazione ha scelto di intervenire non sono stati scelti a caso. Sono quelli dove da anni si attendevano lavori (in via per Fossacesia l’attesa è durata 40 anni) e quelli dove si verificava il maggior numero di cadute. Ovviamente il benessere del cittadino viene prima di tutto per un’amministrazione, ed è ancora più importante se i disagi pesano poi sulle casse pubbliche. Per slogature, distorsioni addirittura fratture di caviglie, gambe e polsi, procurate dopo cadute su marciapiedi danneggiati e variopinti (in molti tratti si passa spesso dal cemento alle mattonelline, alle piastrelle in porfido) il Comune riceve un centinaio di denunce l’anno che costano circa 80.000 euro di risarcimenti. Quindi fondamentale preservare la salute dei cittadini, dei pedoni, che sono tra altro i motori di quella mobilità sostenibile su cui l’amministrazione vuole puntare.
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