Maria Giulia, addio col lancio dei palloncini

10 Luglio 2019

San Salvo. Chiesa di San Giuseppe gremita ai funerali della bambina di 21 mesi morta dopo 5 giorni di coma

SAN SALVO. “Piccola, dammi la forza dal cielo. Mi manchi tanto. Il tuo papà”. È la dedica che Pietro Rossi, dipendente della Pilkington ha fatto alla figlioletta Maria Giulia morta il 3 luglio dopo 5 giorni di coma seguiti a un intervento chirurgico al palato. Ieri pomeriggio una città incredula e profondamente addolorata ha partecipato ai funerali di Maria Giulia nella chiesa di San Giuseppe.
Non passava inosservato il bellissimo visetto di Maria Giulia e i suoi capelli biondi. Per i genitori e i tre fratellini non sarà facile superare il dolore per la morte della piccina. Papà Pietro ha voluto portare personalmente la piccola bara bianca in chiesa aiutato dagli operatori dell’agenzia funebre. Molte le persone arrivate da San Giovanni Lipioni, il paese della famiglia Rossi. L’amministrazione comunale del paese dell’Alto Vastese ha inviato un messaggio di cordoglio.
Un corteo mesto e silenzioso ha raggiunto la chiesa partendo dalla casa in cui la bambina ha vissuto solo 21 mesi. Lo stesso celebrante, don Raimondo Artese, non è riuscito a nascondere la propria commozione. «Quella di Maria Giulia è una morte che non trova consolazione se non pensando che Maria Giulia ora è con il Signore», ha detto il celebrante.
Tanti i messaggi di cordoglio. Molti quelli arrivati dalla Pilkington. Il più tenero è stato quello delle maestre del nido di via Ripalta, in cui la piccina era stata iscritta dai genitori. La cerimonia funebre è terminata con il lancio dei palloncini bianchi. Poi la piccola salma è stata trasferita al cimitero di San Salvo per la tumulazione. “Tu che mi guardi dal cielo dammi la forza per andare avanti”, ha ripetuto il padre.
Distrutta dal dolore anche Antonietta, la mamma di Maria Giulia. «Anche lei era legatissima alla piccola. Una mamma dolcissima», hanno detto amici e conoscenti. «Maria Giulia ha vissuto pochissimo ma è stata tanto amata», assicurano a San Salvo. Papà Pietro e mamma Antonietta sono convinti che la loro piccola poteva essere salvata e per questo si sono rivolti alla magistratura per avere giustizia. Non si rassegnano ad una perdita così dolorosa. Saranno i consulenti e i periti nominati dalla Procura di Pescara a stabilire se davvero è stato così. (p.c.)
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