Mario, detto “Lu Barone” sveglia Chieti con i versi

21 Agosto 2016

Personaggi della teatinità. La storia di D’Alessandro, giornalista e poeta È l’ideatore con Iezzi de “Lu Lunarjie”, un’enciclopedia delle tradizioni

CHIETI. Mario Benito D'Alessandro, giornalista, scrittore, poeta, cultore di storia e tradizioni, con una lunga esperienza lavorativa nella biblioteca della università d'Annunzio dove era un punto di riferimento per professori e studenti, è il personaggio della mia odierna vetrina dedicata ai protagonisti della teatinità.

Gli amici lo chiamano il "Barone", anzi, per restare in tema strettamente teatino, "Lu Barone". A conferigli questo titolo nobiliare fu il compianto avvocato Pietro D'Aurelio, tanti anni fa, come mi ha raccontato Ugo Iezzi, quando insieme alla banda di scanzonati amici che animava le serate teatine assistettero ad un film di cappa e spada che vedeva tra i protagonisti tale barone Cutrò.

«C'era una certa somiglianza tra Mario e quell'attore - racconta Iezzi - e quello spiritaccio irriverente che sapeva simpaticamente essere Pietro, non perse l'occasione per battezzarlo all'istante. Da allora per noi è stato sempre Lu Barone». E per anni Mario è stato tra i più apprezzati e seguiti redattori de Il Messaggero, dove iniziò a lavorare ai tempi di Guido Polidoro. Ha raccontato la città, intanto dando sempre pari valore a tutto il territorio, facendosi carico delle problematiche dei cittadini, dallo scalo alla parte alta della città, fino a tutti i rioni della periferia, e poi offrendo interventi sempre corretti, nella forza e nella sostanza, fedele al giornalismo in cui ha sempre creduto, ancorato prima ai fatti e poi a considerazioni e riflessioni. Ancora oggi è sulla breccia come fondamentale collaboratore de La Voce dei Marrucini, nel ruolo di caporedattore.

Mario D'Alessandro ha poi sempre svolto una intensa attività sociale, partecipando in prima persona ad ogni iniziativa partita con lo scopo di valorizzare la città di Chieti. Da sempre, e lo ha scritto tantissime volte, è convinto delle grandi potenzialità della città teatina, «che è ancora a misura d'uomo- come ha dichiarato in una intervista rilasciata proprio a Il Centro- con un patrimonio immenso in vestigia del passato che diventano economia appena valorizzate. Penso ai musei, ma anche alle strutture una volta dello Stato come le caserme che ora vanno nella disponibilità piena della città». Mario non ha mai esitato a schierarsi a fianco di chiunque sia sceso in campo per raggiungere appunto l'obiettivo di mettere a profitto i beni archeologici e valorizzare le peculiarità che Chieti presenta. Non si contano facilmente, per tante che ne ha messo in fila negli anni, le sue partecipazioni, come massimo responsabile o semplicemente come uno degli attori impegnati, nelle associazioni e nei movimenti che hanno animato e animano le vita della città. Nel suo ruolo di giornalista e scrittore non ha mai mancato di farsi fustigatore di chi invece agisce per interessi personali o carrierismo politico. Lo ha fatto soprattutto in versi dialettali e in lingua, con una serie di interventi che solitamente invia ai suoi amici via mail e che meriterebbero di diventare un prezioso libro perché non se ne perda traccia. Poesie che affrontano temi dell'attualità politica, raccontano personaggi della vita pubblica, celebrano eventi, sempre sul filo dell'ironia, a volte anche dissacrante ma mai insolente e offensiva, perché condita da considerazioni e riflessioni che danno eccellente misura dell'autore e della sua capacità di raccontare ed anche celebrare eventi e situazioni, in particolare quelle che riguardano Chieti e i suoi abitanti. Fa infine ormai parte della storia della città, ma anche dell'Abruzzo, la realizzazione di un calendario del tutto particolare, "Lu Lunarjie" che è arrivato ormai alle soglie dei trent'anni di vita: Mario non solo, insieme ad Ugo Iezzi, è uno dei creatori della riuscita iniziativa editoriale, ma dall’inizio è il curatore del testi, in dialetto e lingua. Lu Lunarjie è diventato una preziosa documentazione per chi vuole conoscere usi, costumi e particolarità della vita abruzzese, con particolare attenzione alla gastronomia. Con loro il vignettista Gianfranco Tartaglia, Passepartout, per un prodotto che ha raccolto consensi ben oltre i confini regionali.