Marra: noi coerenti sui temi dell’ambiente

L’assessore e il no del Tar al cementificio di Punta Penna: «Ecco perché il Comune ha fatto ricorso»
VASTO. «È una vittoria che premia la coerenza del Comune in materia ambientale». Marco Marra, assessore ai parchi e alle riserve, commenta la sentenza del Tar di Pescara che ha accolto il ricorso presentato dall’ente contro l’autorizzazione rilasciata il 13 giugno 2013 dalla Provincia al cementificio di Punta Penna. I giudici amministrativi hanno stabilito un principio importante: gli impianti produttivi, pur collocati in zona industriale, sono soggetti alle norme previste dal piano di assetto naturalistico della riserva. Nel caso specifico, lo stabilimento della Vastocem (oggi Escal srl) deve essere sottoposto alla valutazione di incidenza ambientale (Vinca), stante la prossimità dell’impianto al sito di interesse comunitario (Sic) Punta Aderci- Punta della Lotta e ha anche bisogno dell’acquisizione del parere del Comitato di gestione del parco costiero.
«Incassiamo un risultato importante che fa il paio con le tante battaglie portate avanti in questi anni per evitare l’insediamento di impianti produttivi ad alto impatto ambientale, come le centrali a biomasse e le estrazioni petrolifere», sottolinea l’assessore Marra, «come amministrazione comunale abbiamo sempre sostenuto la necessità della valutazione d’incidenza ambientale, trattandosi di uno stabilimento per la produzione di leganti idraulici, cioè cemento sfuso e insaccato, con venti punti di emissione. Abbiamo presentato ricorso al Tar e i giudici hanno accolto in toto le tesi sostenute dai legali dell’ente», annota con soddisfazione Marra.
Resta il problema della difficile convivenza della riserva di Punta Aderci con la zona industriale di Punta Penna. La vicenda del cementificio è emblematica. «Le problematiche sono circoscritte alle industrie con attività a forte impatto ambientale, con le altre la convivenza è pacifica», insiste l’assessore, «ma con questa sentenza è stato stabilito un importante principio».
In effetti i giudici hanno insistito molto sugli effetti dell’impianto non deve interferire con le esigenze di conservazione di un sito protetto e deve sottostare alle norme previste dal piano di assetto naturalistico.
Anna Bontempo
©RIPRODUZIONE RISERVATA

