Martusciello in aula: sì, sparai io nel Reef

17 Luglio 2014

Rivelazione choc al processo sul tentato omicidio nell’acquario. «Spedizione ordinata da Cozzolino»

VASTO. Per sette lunghi anni ha negato di essere l’autore dell’agguato al titolare dell’acquario Reef avvenuto il 16 ottobre 2007. Martedì, durante il processo per tentato omicidio, nel quale è imputato con Lorenzo Cozzolino, ha stupito tutti confessando. Fabio Martusciello, assistito in aula dall’avvocato Raffaele Giacomucci, ha ammesso che il centauro con il volto camuffato da un casco che sparò nel negozio di acquari era lui.

L’uomo, accusato di essere l’esecutore materiale del tentato omicidio, ha resettato la telegrafica dichiarazione resa in aula il 29 ottobre 2007 subito dopo il suo arresto: la decisa dichiarazione di estraneità ai fatti e l’alibi che fornì quel giorno ai carabinieri. Via tutto con un colpo di spugna.

Il trentunenne campano, originario di Napoli ma residente a Gissi, ha ammesso di avere premuto il grilletto aggiungendo che a ordinare la sparatoria fu Cozzolino. A suo dire il gesto fu una sorta di avvertimento. Una spedizione per spaventare, non uccidere. La confessione a questo punto rimette in gioco tutto e tutti.

Il processo è stato aggiornato a ottobre per riascoltare i testimoni e probabilmente anche Cozzolino che nel frattempo è divenuto collaboratore di giustizia. Ad accompagnare Martusciello davanti al Reef pare sia stato proprio lui.

L’agguato avvenne di mattina. Due uomini in sella a una moto raggiunsero il Reef in corso Mazzini. La moto si fermò davanti al locale. Uno dei due entrò nel negozio con il casco in testa e sparò 4 colpi di pistola 7,65 in rapida successione ferendo due persone, poi fuggì. Martusciello martedì ha confessato di essere stato l'esecutore del gesto intimidatorio. Cozzolino sarebbe stato il mandante. Non si conoscono i particolari della vicenda che a suo tempo terrorizzò la città, nè il movente. Il difensore di Martusciello, l’avvocato Giacomucci per il momento preferisce mantenere il riserbo. Certo è che la confessione unita alle rivelazioni fatte da Cozzolino aprono uno squarcio su un periodo decisamente burrascoso per la città fatto di sparatorie e incendi dolosi.

I magistrati cercheranno di sapere da Martusciello gli episodi antecedenti l'agguato e che portarono Cozzolino a decidere la sparatoria al Reef. A quell’episodio potrebbero essere collegati altri fatti cruenti. (p.c.)

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