Marzoli grida allo scandalo sull’accordo per la piscina

CHIETI. Gestione della piscina comunale, Alessandro Marzoli, consigliere del Pd e componente della commissione sport, attacca l’amministrazione comunale proprio quando, stamane, è atteso il...
CHIETI. Gestione della piscina comunale, Alessandro Marzoli, consigliere del Pd e componente della commissione sport, attacca l’amministrazione comunale proprio quando, stamane, è atteso il pronunciamento del Tar di Pescara.
Il Tribunale amministrativo regionale dovrà esprimersi sulla richiesta di sospensiva, avanzata dalla Teate Splashing, vecchio gestore della piscina, della risoluzione del contratto decisa dal Comune per gravi inadempienze contrattuali. Ma l’udienza del Tar rischia, di fatto, di essere superata dalla decisione del sindaco che ha annunciato di voler siglare una transazione bonaria con la Teate Splashing, società sportiva che deve all’ente circa 500 mila euro tra canoni idrici e di gestione non corrisposti negli ultimi anni. Gianfranco Puddu, presidente della Teate Splashing, continua a ribadire come la sua società abbia effettuato migliorie nella piscina per quasi 1 milione di euro. Per questo ha chiesto all’ente un azzeramento del debito lamentato. Il consigliere Marzoli grida allo scandalo. «Sullo stadio del nuoto di Chieti si sta consumando- attacca Marzoli- l’ennesimo disastroso pasticcio ad opera del sindaco Di Primio. Da quattro anni chiediamo chiarezza sui conti della piscina, sul perché dei mancati pagamenti nei confronti del Comune, sull’entità dei lavori realizzati in base al contratto d’appalto. Adesso apprendiamo della volontà del sindaco di arrivare addirittura ad un accordo. Ora basta». Da qui la richiesta di Marzoli che denuncia come la commissione sport non si riunisca più da ormai tre mesi. «Pretendiamo che alla riunione tecnica per definire i rapporti tra le parti partecipino- dice Marzoli- anche i rappresentanti dell’opposizione.
Sulla gestione della piscina e delle altre strutture sportive siamo pronti a nuove battaglie se non ci saranno segnali concreti di trasparenza per una città martoriata da debiti». (j.o.)

