Marzoli: non vendete la farmacia comunale

27 Aprile 2018

Conto in rosso del Comune. Il consigliere Pd chiede anche il pagamento degli stipendi di Chieti Solidale

CHIETI. La vendita di una delle tre farmacie comunali e gli stipendi non pagati agli oltre 200 lavoratori della Chieti Solidale diventano oggetto di due interrogazioni consiliari, entrambe firmate dal consigliere comunale del Partito democratico Alessandro Marzoli.
«Dalle notizie di questi giorni sembra sia arrivata la batosta finale per Chieti Solidale», dice il consigliere. «Non sono bastati i milioni di euro non corrisposti dal Comune all’azienda partecipata, gli stipendi non pagati ai dipendenti e la proposta di accorpamento a Teateservizi. Purtroppo c’è dell’altro, il colpo di grazia finale, ovvero la vendita, per il momento, di una delle farmacie comunali. Come si sia giunti a questa situazione dopo otto anni di governo Di Primio non è chiaro, ma la mancanza dei correttivi che abbiamo richiesto con forza ma che non sono mai arrivati fa sì che oggi il Comune di Chieti arrivi a vendere i gioielli di famiglia, e la farmacia comunale è proprio uno di questi. A ciò si aggiunge il rischio di possibili riduzioni di personale proprio per il passaggio di asili e farmacie a gestori privati».
C’è poi il problema degli stipendi di Chieti Solidale che, dice il consigliere, «ha contribuito a gettare nella preoccupazione decine di famiglie di lavoratori che da anni sono al servizio della città e dei più deboli. Educatori, maestre d’asilo, dipendenti delle farmacie: quando riceveranno lo stipendio? Possiamo escludere che ci saranno ritardi nei prossimi mesi? Per quale ragione l’amministrazione comunale non ha provveduto a versare almeno la somma minima per garantire il puntuale pagamento dello stipendio dei dipendenti di Chieti Solidale?» Marzoli riproporrà in aula tutte le sue domande con le due interrogazioni urgenti che ha intenzione di presentare.
Per quanto riguarda la notizia della vendita di una farmacia comunale, annunciata dal sindaco al termine di una riunione di maggioranza, il consigliere chiede di sapere quante e quali farmacie saranno messe in vendita: «Una sola o più di una?», chiede. «Quali saranno le ricadute sui dipendenti? Quale delle tre farmacie teatine, oggi punto di riferimento comunale per tantissimi utenti, verrà venduta ai privati? Con quali modalità? Perché non si è lavorato in questi anni per evitare il tracollo? Sono domande a cui si deve rispondere con serietà: il tempo delle scuse elementari e del dare la colpa agli altri è finito», conclude il consigliere.