Mascherine, vertice in prefettura «Più controlli e tolleranza zero»

Forgione riunisce le forze dell’ordine e i sindaci: più agenti e militari nelle zone della movida Massimo rigore per evitare una seconda ondata della pandemia, in campo anche i vigili urbani
CHIETI. Controlli potenziati sull’obbligo delle mascherine in pubblico e sul rispetto della chiusura delle discoteche. Li ha ordinati il prefetto Armando Forgione durante il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che, ieri mattina, si è riunito a Chieti. Obiettivo: valutare le iniziative da attuare per applicare le nuove disposizioni anti-Covid 19 contenute nell’ordinanza del ministro della Salute del 16 agosto, in vigore fino al 7 settembre. La linea è quella della tolleranza zero: serve il massimo rigore per evitare una seconda ondata della pandemia.
Al vertice hanno partecipato i rappresentati delle forze dell’ordine: il vice questore vicario Egidio Labbro Francia, il tenente colonnello dei carabinieri Pierluigi Capparè, il tenente colonnello della guardia di finanza Giuseppe Pastorelli, il capitano di fregata della capitaneria di porto Cosmo Forte e il comandante provinciale dei vigili del fuoco Davide Martella. I controlli verranno intensificati soprattutto sulla costa, dove quest’anno si stanno registrando numeri record di turisti nonostante l’emergenza sanitaria. Ecco perché, oltre al sindaco di Chieti Umberto Di Primio e al presidente della Provincia Mario Pupillo, c’erano anche i rappresentanti dei Comuni di Vasto (il vice sindaco Giuseppe Forte), Francavilla (l’assessore Luisa Ebe Russo), Ortona (l’assessore Massimo Petaccia), San Salvo (il sindaco Tiziana Magnacca) e Fossacesia (il sindaco Enrico Di Giuseppantonio).
La prefettura ha disposto l’intensificazione dei controlli in forma dinamica delle forze dell’ordine e della polizia municipale per garantire il rispetto delle misure dirette a prevenire la diffusione del virus e, in particolare, dell’obbligo di usare «protezioni delle vie respiratorie» anche all’aperto, dalle ore 18 alle ore 6, negli spazi aperti al pubblico nonché nelle aree pubbliche le cui caratteristiche rendono più agevole «il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea o occasionale». Nello specifico, dunque, maggiore attenzione ci sarà nelle zone della movida.
«Secondo me è una grandissima stupidaggine», ha sottolineato Di Primio, esprimendo un concetto già espresso a caldo, «perché il virus è attivo anche dalle 6 alle 18. Ci vuole tanta attenzione e tanto controllo e bisogna monitorare i locali dove abbiamo capito che si abbassa il livello del rispetto delle regole. Ritengo che o esiste il problema, e si fanno regole logiche, o non esiste: non può esserci una via di mezzo. In ogni caso, ho già scritto alla polizia municipale per chiedere di adeguarsi alle decisioni prese durante il comitato in prefettura».
In serata è intervenuta sul tema anche Magnacca: «Eventuali comportamenti irregolari», dice il primo cittadino di San Salvo, «come il mancato uso della mascherina o gli assembramenti, saranno rilevati e i nominativi delle persone identificate verranno inviati alle autorità competenti. Chiedo la massima collaborazione dei cittadini, dei turisti e delle attività di pubblico esercizio per evitare occasioni di assembramenti nel rispetto delle nuove disposizioni. Comportamenti irregolari possono compromettere la salute e l’economia della nostra città. Tutte le nostre iniziative sono realizzate nel rispetto delle regole ed è giusto che ognuno si adegui».
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