Mastrogiurato, pienone in città: la festa con musiche e spettacoli

Il corteo sfila sul nuovo tragitto lungo corso Trento e Trieste, tornano anche i gruppi dall’estero Emozionato il giudice medievale interpretato da Didone, risuona la voce dell’indimenticato Marfisi
LANCIANO . Dopo aver trepidato per il temporale che si è abbattuto nel primo pomeriggio, la città ha fatto il suo viaggio nel tempo, fino al Medioevo, grazie alla rievocazione storica dell’investitura del Mastrogiurato. I tuoni hanno lasciato il posto al suono delle chiarine, al rumore di lance e spade e al battere incessante dei tamburi. La piazza si è colorata di bandiere, abiti di velluto, sete e spettacoli, a cui ha assistito per la prima volta anche il Mastrogiurato stesso, il giudice Antonio Didone, prima dell’investitura.
PRIME VOLTE
Bagno di folla in un anno particolare, di prime volte e ritorni. È stata la festa dei primi 40 anni, del ritorno nel cuore della città dopo l’anno trascorso all’interno delle Torri Montanare e l’edizione saltata nel 2020. È stato l’anno del nuovo tragitto del corteo sul traballante corso Trento e Trieste, lasciando fuori corso Bandiera - tra qualche polemica dei commercianti - e del ritorno delle delegazioni estere. E ancora: è stata la prima volta degli spettacoli in piazza alla presenza dei quattro rioni schierati di Civitanova, Borgo, Sacca e Lancianovecchia che, altra novità, hanno fatto partecipare al corteo anche le squadre che hanno gareggiato nella tenzone e soprattutto alla presenza del corteo e del Mastrogiurato che arrivavano sempre alla fine.
SPETTACOLI
Ad assistere agli spettacoli in piazza c’era anche il presidente della Regione Marco Marsilio. Primo ad esibirsi è stato il gruppo di tamburi “In nomine Anxa”, che ha anche presentato un combattimento con torte infuocate. Ha poi colorato di giallo, rosso e azzurro il cielo della piazza il gruppo sbandieratori e musici di Lanciano. Grazia ed eleganza per le ballerine del gruppo Primavera di Visegrad e occhi rapiti dai combattimenti dei cavalieri di San Giorgio di Visegrad e del gruppo della Serbia. Ancora colori con le bandiere dei tamburi e sbandieratori di Montecassiano. Applausi scroscianti per le esibizioni accompagnate dal canto di Stefano Di Matteo e Blerina Shera (suoni e impianti audio di Angelo Venditti). Spettacoli continuati sul Corso anche con il gruppo sloveno, di Ortona, alla presenza delle delegazioni della Confederazione europea giochi e manifestazioni storiche, della Federazione italiana giochi storici e dei rappresentanti dei comuni di Castel Frentano, Santa Maria Imbaro, Fossacesia, Frisa, Mozzagrogna e Rocca San Giovanni.
GIURAMENTO
Il momento clou, però, è sempre l’investitura, il giuramento del Mastrogiurato. È stato ancora più emozionante perché a pronunciare la frase in latino dell’affidamento della città al magistrato Didone, ci ha pensato la voce registrata dell’indimenticato presidente Danilo Marfisi. Il giudice Didone è apparso emozionato nel ricevere dal presidente Mario La Farciola lo spadino e le chiavi della città, ad indossare il mantello di velluto rosso bordato di pelliccia, il cappello e la catena d’oro e poi nel pronunciare il giuramento che ha ricordato essere di grande attualità nonostante i secoli trascorsi. «Nel nome del popolo di Lanciano noi Mastrogiurato, davanti a Dio e a tutti voi: giuriamo che amministreremo la fiera di Lanciano e garantiremo la libertà di commercio con ferma autorità, con giuste sentenze ed ottimo discernimento. Faremo in modo che l’emporio dei Frentani accolga benignamente e generosamente le genti di ogni paese». Un giuramento che racchiude i compiti di questo magistrato e che parla di accoglienza. Poi tra combattimenti, sfilata di dame, ancelle, paggi e cavalieri, in un tripudio di velluti, pellicce e sete di abiti, il corteo è arrivato alla piana delle fiere dove la bandiera è stata issata in segno di apertura delle fiere.
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