Matrimoni fuori dal municipio, è scontro

Il prefetto boccia 6 delle 7 location individuate dal Comune. E il sindaco torna ad attaccare Barbato
VASTO. Il Comune individua sei strutture private – alberghi, ristoranti e stabilimenti balneari – per la celebrazione di matrimoni o unioni civili, ma per la Prefettura «i siti e le modalità individuate non rispettano i requisiti di esclusività e continuità della destinazione». Sono queste le premesse che hanno spinto il prefetto Giacomo Barbato a chiedere un parere al ministero dell’Interno sulla scia delle richieste inviate non solo da Vasto, ma anche da altri comuni della provincia di Chieti, come Bucchianico, Orsogna e Casalbordino. Ma la circostanza ha contrariato e non poco il primo cittadino della località adriatica. «Mi auguro non scoppi un altro caso simile al Jova beach party», è il commento caustico del sindaco Francesco Menna che sulla questione ha chiamato in causa lo staff di legali interno all’ente, «cioè un concerto che si è fatto in tutta Italia e non si è potuto fare a Vasto. Non vorrei quindi che i matrimoni al di fuori della casa comunale che si celebrano in tutta Italia, non possano essere celebrati nella nostra città con gravi danni per l’economia locale. Avendo seguito la procedura richiesta in casi del genere ho prontamente affidato il carteggio all’avvocatura comunale per la presentazione di eventuali memorie al Ministero». Il Comune avrebbe voluto introdurre la novità dei matrimoni celebrati al di fuori del municipio dal 1° settembre, dopo aver individuato, tramite l’indizione di un avviso pubblico, sei strutture ritenute idonee da una Commissione Tecnica. Sono Plaza Happening Center, Ciucculella, Hotel Acquario, Villa Vignola, Baia, Hotel Perrozzi. Ha quindi inviato la documentazione in Prefettura che ha espresso alcune riserve comunicando di aver trasmesso il carteggio al Ministero per un parere. Nella nota inoltrata alla Direzione Centrale per i Servizi Demografici, Barbato fa riferimento non solo alla richiesta di Vasto, ma anche a quelle degli altri comuni della provincia di Chieti, citando un parere del Consiglio di Stato e una circolare ministeriale, entrambi del 2014. Insomma, spetta ora al Ministero dell’Interno la parola definitiva sulla questione. Nel frattempo le coppie che avrebbero voluto dire il fatidico si in spiaggia, che negli ultimi anni attira sempre di più gli sposi che scelgono il rito civile, dovranno ripiegare su altre location. (a.b.)

