Mattarella manda a casa il consiglio di Pennadomo

22 Giugno 2015

Il sindaco Passalacqua era ineleggibile per effetto del terzo mandato consecutivo Sentenza della Cassazione passata in giudicato. L’opposizione: «Trionfa la legge»

PENNADOMO. Alla fine, così come prevede la legge, è arrivato il decreto del presidente Sergio Mattarella. “Il consiglio comunale di Pennadomo è sciolto” è scritto nell’ultimo rigo del provvedimento firmato 13 giorni fa, il 9 giugno, dal Capo dello Stato. Dunque, dopo la sentenza della Corte di Cassazione del 13 gennaio scorso, passata in giudicato, che ribadiva quanto stabilito dalla Corte d’Appello dell’Aquila il 17 aprile del 2014 sulla ineleggibilità e sulla conseguente decadenza dalla carica di sindaco di Antonietta Passalacqua, il presidente della Repubblica ha fatto sua la relazione del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sul caso-Pennadomo. Passalacqua, sostiene il responsabile del Viminale, è stata dichiarata decaduta dalla carica di sindaco a causa della sussistenza di una causa di ineleggibilità. “Si configura, pertanto, la fattispecie prevista dall’articolo 53, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, numero 267, in base al quale la decadenza del sindaco costituisce presupposto per lo scioglimento del consiglio comunale”. Insomma, Passalacqua era ineleggibile perché al terzo mandato, ritenuto consecutivo anche se inframezzato da una parentesi di gestione commissariale del Comune. Passalacqua aveva ricoperto la carica di primo cittadino con le elezioni del 13 giugno 2004 e fino a marzo 2007, quando si dimisero sette consiglieri con la conseguente nomina del commissario prefettizio che gestì il Comune fino ad aprile 2008. Dalle successive elezioni del 13 e 14 aprile di quell’anno, Antonietta Passalacqua fu eletta nuovamente sindaco portando a compimento il mandato per i cinque anni successivi. Poi, nuova vittoria dalle urne del 26 e 27 maggio 2013. Da qui il via ai ricorsi dell’opposizione consiliare per violazione del decreto che vieta l’immediata rieleggibilità a sindaco di chi a ricoperto la stessa carica per due mandati consecutivi.

«Mi viene da pensare a quanto ho dovuto lottare per vedere trionfare la legge», dice Francescantonio Brignola, capogruppo consiliare della minoranza. «Ora non resta che attendere per il bene di Pennadomo che le cose migliorino, con amicizia soprattutto. Bisogna avere grande attenzione ai fabbisogni dei cittadini e risolvere i loro problemi. Occorre aiutare chi abita il paese e rilanciare questi luoghi. C’è bisogno di una vita sociale piacevole, piena di soddisfazioni e nella legalità. Spero che ora nessun s’inventi cose che stravolgano il decreto in questione. L’illegittimità del sindaco è stata sempre originaria e non è sopraggiunta: è illegittimo anche il vicesindaco in quanto nominato da un sindaco illegittimo all’origine. Non resta che attendere l’arrivo del commissario prefettizio».

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