Mavepa paga gli stipendi, lo sciopero rientra

21 Maggio 2016

Atessa: toni accesi al confronto operai-azienda, arrivano i carabinieri. Di Sciullo (Uilm): poco rispetto

ATESSA. Ha raggiunto toni esasperati ieri lo sciopero indetto davanti ai cancelli della Mevepa srl di Atessa. I dipendenti della fabbrica di componenti per il settore automotive avevano incrociato le braccia già il giorno precedente a causa di ritardi reiterati nei pagamenti degli stipendi e a causa di un difficile rapporto con la direzione aziendale. Le tensioni tuttavia sono esplose definitivamente ieri tra il malcontento della forza operaia e il confronto acceso con il titolare dello stabilimento. A sedare gli animi sono dovuti intervenire i carabinieri chiamati da alcuni lavoratori a seguito di discussioni che sembravano volgere al peggio. Dopo l’intervento dei militari la situazione si è tuttavia normalizzata e, anche a seguito dell’accredito degli stipendi da parte dell’azienda, lo sciopero è rientrato. Ma l’allerta resta alta.

La Mevepa srl ha rilevato nei mesi scorsi anche la Progetto Meccanica, ex Verlicchi di Casoli, fabbrica monocliente Honda che produce telai e forcelle per gli scooter Sh 125 e 150 della Honda. La nuova realtà industriale si costituisce oggi di tre stabilimenti, uno a Casoli e due in contrada Saletti ad Atessa, e occupa circa 140 dipendenti. La produzione non riguarda solo la componentistica per Honda, ma anche per Sevel, Isringhausen, Blutech, San Marco veicoli e Lazzerini. Ma le cose, stando ai dipendenti, non vanno sempre bene. I ritardi nel pagamento degli stipendi si accumulerebbero da tempo e anche la saturazione dei dipendenti è ai massimi livelli. Alcuni lavoratori hanno deciso di abbandonare l’azienda, sfibrati dalla situazione.

Lo sciopero di giovedì scorso è stato indetto dalla Uilm-Uil ed è durato anche per la mattinata di ieri con punte del 90% di adesione. «Finalmente sono stati accreditati gli stipendi», commenta Achille Di Sciullo, della segreteria provinciale Uilm, «ma l’attenzione su questa azienda resta alta perché lo sciopero non è maturato solo dai ritardi nei pagamenti, ma anche dal poco rispetto che l’azienda ha dimostrato nei confronti dei lavoratori. Nemmeno noi siamo stati mai convocati, nonostante lo sciopero. Ci auguriamo che in futuro non si verifichino più le situazioni molto spiacevoli a cui abbiamo assistito e che ci sono state raccontate in queste settimane, perché i lavoratori meritano rispetto. Chiediamo anche più certezze rispetto al futuro di questa azienda: il lavoro c’è perché l’azienda ha clienti importanti che stanno producendo a pieno ritmo; non capiamo quindi come sia possibile che si verifichino questi continui ritardi nei pagamenti». (d.d.l.)

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