Maxi evasione fiscale e fatture fasulle Nove imputati assolti
LANCIANO. Assolti perché il fatto non sussiste. Non c’è stata alcuna evasione fiscale da oltre 2 milioni di euro, né impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. È la sentenza emessa...
LANCIANO. Assolti perché il fatto non sussiste. Non c’è stata alcuna evasione fiscale da oltre 2 milioni di euro, né impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.
È la sentenza emessa dal collegio del tribunale di Lanciano per nove imprenditori della zona frentana: Nicolino Pellicciotta, 39 anni, di Lanciano; Angela Maria Lucente, 40 anni, Antonio D’Eramo, 46 anni, Giuliano Tesone, 46 anni, Gianni D’Alonzo, 48 anni, tutti di Archi; Erasmo Pomilio, 80 anni, e Franco Abruzzese, 57, di Perano; e Giuseppe Cavorso, 58, ex sindaco di Roio del Sangro. I nove erano stati rinviati a giudizio nel marzo 2013, per reati fiscali nell’emissione di false fatture da parte di società da loro amministrate, che venivano annotate in contabilità per abbattere le tasse.
Nello specifico per l’accusa sostenuta dal procuratore Francesco Menditto, Lucente, D’Eramo, Tesone e D’Alonzo, responsabili a vario titolo della Jgam service, per evadere le imposte si sarebbero avvalsi di fatture emesse dalle Ervin 2000 (società di Pomilio), per 104mila euro. Sempre per l’accusa in concorso avrebbero impiegato in attività economiche o finanziarie il soldi provenienti dalle false fatture. Abruzzese, quale amministratore della Ervin Immobiliare, per evadere le imposte avrebbe usato le false fatture emesse dalla ditta di Cavorso, che a sua volta per consentire alla Ervin 2000 e alla Ervin Immobiliare di abbattere i costi delle tasse, emetteva fatture inesistenti per 150mila euro - l’ex sindaco, attuale vicesindaco finì a processo anche l’anno scorso per un analogo fatto, ma pure in quell’occasione fu assolto con formula piena -.
Ma il grosso delle fatture false le avrebbero emesse Erasmo e Vincenzo Pomilio, e Pellicciotta: 2.246.000 euro tra il 2006, 2007 e 2008. I tre, sempore secondo le accuse mosse in aula, per evadere le tasse avrebbero anche occultato le scritture contabili e i documenti relativi per impedire che si ricostruissero i volumi di affari.
Ma per i giudici non sarebbe avvenuto niente di quanto sostenuto dall’accusa tant’è che i nove imputati sono stati tutti assolti con formula piena.
Teresa Di Rocco
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