Maxi giro di cocaina nei paesi: chiesto il processo per 13 persone

CHIETI. Cocaina pura fino all’86 per cento, hashish e marijuana: non mancava nulla nel menù dei pusher che vendevano le dosi a Guardiagrele e nei paesi del Chietino. Il sostituto procuratore...
CHIETI. Cocaina pura fino all’86 per cento, hashish e marijuana: non mancava nulla nel menù dei pusher che vendevano le dosi a Guardiagrele e nei paesi del Chietino. Il sostituto procuratore Giancarlo Ciani ha chiesto il processo per 13 persone, accusate di spaccio: l’udienza preliminare, davanti al giudice Marcello Cozzolino, è in programma il 10 novembre. Sono 116 le cessioni di stupefacenti documentate in due anni di indagine dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, coordinati dal maggiore Massimo Capobianco e dalla tenente Maria Di Lena. Rischiano di finire a giudizio Nicole Tinari, 26 anni di Guardiagrele, i pescaresi Carmina Ciarelli (29), detta Ambra, e Alessio Capricci (30) e i guardiesi Maurizio Mastrocola (43), detto Ciccio, Giancarlo Elisii (51), Ivan Elisii (23), Giovina Di Rocco (48), Massimiliano Elisii (51), Addolorata Spinelli (44), detta Pamela, Marcello Di Crescenzo (43), Michele Ferrari (47), Andrea Ferri (39) e Luca D’Angelo (36). Quello che era ritenuto il capo della banda, il guardiese Stanislao Elisii (47), ha già patteggiato 4 anni e 2 mesi di carcere, lo scorso agosto, davanti al giudice Andrea Di Berardino. Dieci mesi di reclusione è la pena (sospesa) nei confronti del fratello Rocco (49).
La prima parte dell’indagine è iniziata nel 2017 dopo le segnalazioni arrivate ai carabinieri di Guardiagrele, da parte di numerosi cittadini, su episodi di spaccio sempre più frequenti. Gli accertamenti hanno consentito di individuare in alcuni componenti della famiglia Elisii, in primis in Stanislao, i principali distributori della droga: da qui Elisiir, il nome dell’operazione. Gli Elisii, come ricostruito dagli investigatori, erano soliti prendere in affitto ville o appartamenti fuori dal centro abitato e in località isolate, vigilati dagli stessi spacciatori che controllavano gli spostamenti delle forze dell’ordine. In questo modo, gli indagati acquistavano lo stupefacente proveniente da Pescara e lo vendevano ai giovani di Guardiagrele, Casacanditella, Fara Filiorum Petri e Francavilla. Ma i militari, attraverso centinaia di intercettazioni e pedinamenti, hanno ricostruito nel dettaglio il maxi affare illecito. «Si deve rilevare», è la conclusione del pm Ciani, «l’estrema gravità delle condotte delittuose tenute sotto il profilo della loro sistematica reiterazione a dimostrazione dell’esistenza di una spiccata capacità criminale. La meticolosa azione investigativa ha consentito di fotografare uno scenario delinquenziale di tutto riguardo. L’organizzazione dell’attività di spaccio è stata in grado di assicurare una ramificata erogazione del prodotto illecito fornito, con una continua distribuzione della “materia prima” attraverso molteplici canali». Gli imputati sono difesi dagli avvocati Massimo Solari, Melania Navelli, Francesco Valentini, Roberto Di Loreto, Antonio Di Campli, Emanuele Iezzi, David Liberati, Italo Colaneri, Serena Francione, Emiliano Paolucci e Maurizio Ballone. (g.let.)
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