Maxi piantagione di marijuana 3 arresti e 2 denunce per spaccio

Castel Frentano, la polizia sequestra 500 piante: avrebbero fruttato agli indagati circa 300mila euro Nelle perquisizioni trovati proiettili e una pistola giocattolo utilizzata per intimorire i debitori
CASTEL FRENTANO. Avevano messo su una maxi piantagione di marijuana che avrebbe potuto fruttare loro sui 300mila euro. In tre sono finiti agli arresti domiciliari, e altri due sono stati denunciati a piede libero per concorso nella detenzione di sostanza stupefacente ai fini dello spaccio.
Le ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari, emesse dal gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, su richiesta del pubblico ministero Rosaria Vecchi, sono state emesse nei confronti di tre persone di origine campana: Domenico Del Sorbo, 39 anni, Baldassarre Del Sorbo, 46, entrambi di Napoli, e Umberto Longobardi, 38, di Castellammare di Stabia. Quest’ultimo è detenuto ai domiciliari a Castel Frentano, gli altri due a Napoli. I denunciati sono, invece, G.D.F. di Castel Frentano e A.S. di Sant’Eusanio del Sangro.
Agli arresti si è arrivati dopo l’attività di indagine condotta dalla sezione investigativa del commissariato di polizia che, insieme a personale della Squadra mobile di Chieti, lo scorso giugno ha individuato e sequestrato (un provvedimento taciuto fino a ieri per non compromettere il prosieguo delle indagini) una vera e propria piantagione di marijuana in un terreno a ovest di Castel Frentano. Una distesa composta da ben 500 piante, molte delle quali già rigogliose.
I fusti andavano da pochi centimetri a qualche metro. Analizzate dell’ufficio Arta dell’Aquila, le piante sono risultate dotate di un ottimo principio attivo.
Se fossero state immesse nel mercato, secondo gli investigatori, avrebbero fruttato agli arrestati circa 300mila euro. La piantagione, inoltre, era organizzata nel minimo dettaglio: i tre indagati avevano predisposto un meticoloso impianto di irrigazione, con cure e concimazione quotidiane.
Nel corso dell’operazione, sono state eseguite anche cinque perquisizioni domiciliari, nella zona frentana e nel Napoletano.
Sono stati rinvenuti ventiquattro proiettili calibro 38, non denunciati, e una pistola-giocattolo, in ferro, di colore nero (tipo scacciacani), senza il prescritto tappo rosso.
Verosimilmente la finta arma veniva utilizzata dagli indagati per il recupero dei profitti illeciti derivanti dalla vendita dello stupefacente e dai tassi di interessi usurai.
L’attività di indagine, che si inserisce nell’ambito di una più vasta vicenda di usura ed estorsione, è tutt’ora in corso.
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