Maxi rogo, Schael attacca Ferrara: «Da lui comunicazioni tardive»

Il manager scrive al prefetto e critica il comportamento del sindaco: «Non ha rispettato gli impegni» Il primo cittadino replica: «Io ho fatto il mio dovere, la prossima volta venga anche lui sul posto»
CHIETI. Lo scontro tra i vertici di Comune e azienda sanitaria, due delle istituzioni che maggiormente incidono sulla vita di una comunità, tocca i livelli massimi. E chiama in causa il bene che, per eccellenza, è il più prezioso per i cittadini: la salute. Stavolta il campo di battaglia diventa l’incendio che ha distrutto l’azienda Mag.ma di Chieti Scalo e ha terrorizzato un’intera città per la possibile tossicità della nube che si è alzata dalla ditta, ipotesi poi scongiurata dalle analisi dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta). Che i rapporti tra il sindaco Diego Ferrara, esponente del centrosinistra, e il direttore generale della Asl Thomas Schael, nominato dal centrodestra, siano tesi non è una novità. Ma stavolta l’accusa che il manager lancia al primo cittadino è pesantissima: «Il suo comportamento non ha consentito alla Asl di poter attivare tempestivamente gli uffici competenti e di poter collaborare attivamente e nell’immediatezza con le altre istituzioni coinvolte ed interessate dall’emergenza». Così si legge nella lettera spedita da Schael, lunedì mattina, al nuovo prefetto Gaetano Cupello, che si è insediato proprio due giorni fa.
LA LETTERA
Tra i destinatari della missiva, oltre al sindaco, ci sono il direttore tecnico dell’Arta Massimo Giusti, il responsabile della protezione civile regionale Mauro Casinghini e il comandante provinciale dei vigili del fuoco Antonio Panaro. «Spiace ma è doveroso rilevare», scrive Schael, «che il sindaco di Chieti non ha provveduto ad avvisare tempestivamente la Asl di quanto stava accadendo nella serata del 30 settembre e che lo scrivente autonomamente, solo alle ore 22,58 dello stesso giorno, ha direttamente contattato telefonicamente il sindaco Ferrara per acquisire le necessarie informazioni in merito all’incidente. Inoltre, sebbene nel corso della predetta conversazione telefonica il sindaco Ferrara abbia preso il preciso impegno di contattare personalmente e direttamente il direttore del Servizio di igiene epidemiologia e sanità pubblica per fornire i necessari aggiornamenti riferiti all’oggetto, in realtà si è avuto successivamente modo di constatare che invero la dottoressa Ada Mammarella Anchitella, invitata dallo scrivente a partecipare alla riunione in Prefettura nella anzidetta spiegata qualità, è stata informata dal sindaco solo nel corso della riunione odierna tenutasi in prefettura».
CONTESTATA L’ORDINANZA
Non solo: «Nel rilevare come l’ordinanza sindacale del Comune di Chieti non sia stata previamente e opportunamente condivisa con le altre istituzioni pubbliche interessate che non sono state neanche invitate a partecipare all’incontro del Centro operativo comunale, con la presente, si ribadisce formalmente, quanto già rappresentato in occasione dell’incontro odierno in prefettura, e nello specifico che la scrivente dissente da quanto disposto nella descritta ordinanza nella parte in cui è stato espressamente disposto: “ ... il divieto di utilizzo dei condizionatori d’aria e sostituzione dei filtri in caso di utilizzo degli stessi nella giornata odierna”».
LA REPLICA
Ieri mattina, la notizia della lettera di Schael arriva ai giornali. Ferrara va su tutte le furie e risponde all’attacco. «Ho letto non senza sconcerto la lettera in cui Schael attribuisce a me la colpa di non aver avvisato tempestivamente la Asl e gli altri enti competenti dell’incendio sviluppatosi a Chieti Scalo. Ho poi letto con ancora maggiore sconcerto tale lettera sulla stampa, evidentemente resa pubblica dall’estensore nel goffo e grave tentativo di delegittimazione davanti al prefetto di quella che, volente o nolente Schael, è e resta la massima autorità sanitaria sul territorio cittadino. Sull’incendio alla Mag.ma il Comune ha fatto tutto quello che un’amministrazione può e deve fare sul tema e lo ha fatto in sinergia con le autorità competenti, come più volte è accaduto a Chieti negli anni del mio mandato da sindaco, in nome della grande responsabilità che ciò concerne e della serietà richiesta dal ruolo e dal caso, specie se riguarda la pubblica incolumità».
IL CONTRATTACCO
Ferrara va al contrattacco: «Resta lo sgarbo istituzionale, peraltro non ultimo, che oggi ci troviamo nero su bianco a mezzo stampa. Più che attribuire a noi inadempienze che non abbiamo, spieghi piuttosto il direttore alle autorità che ha invocato contro di me e alla cittadinanza tutta com’è stato possibile che la Asl di Chieti abbia maturato in soli tre anni un disavanzo tale da mettere a rischio prestazioni e servizi non solo cittadine, ma relative al territorio provinciale e anche perché in questo lasso di tempo il Comune sia dovuto più volte intervenire a difesa della sanità teatina dalle continue spoliazioni a cui questa dirigenza l’ha sottoposta, l’ultimo caso, solo in ordine di tempo, è il paventato trasferimento di Odontostomatologia dall’ospedale di Chieti a Lanciano. Spiace dover constatare che, a fronte di un’ordinanza redatta in emergenza e dall’esigenza di dover tutelare la pubblica incolumità, la Asl ritenga un’incombenza economica scomoda il controllo dei filtri dei condizionatori del Santissima Annunziata, di cui si parla nell’atto fra le altre prescrizioni in emergenza qualora i dati sull’aria lo avessero richiesto».
LO SCONTRO POLITICO
«Quella che è una divergenza sulla linea di azione», prosegue Ferrara, «è divenuta, certamente non per mia iniziativa, l’ennesima occasione per un pretestuoso e inopportuno attacco all’autorità sovraordinata. Ho avuto già modo di confrontarmi con il prefetto, peraltro appena insediatosi, su tutte le “accuse” che mi vengono rivolte, così come, attraverso il costante aggiornamento sull’evoluzione dell’incendio, ho fatto con la comunità di riferimento e gli altri soggetti di competenza. Non mi sottrarrò a un confronto diretto con il dg se il caso lo riterrà, né a un riscontro formale alla sua missiva, per rimarcare non solo la mia buona fede, ma le responsabilità di cui mi sono fatto carico per il bene comune e che dovrebbero riguardare tutti coloro che hanno ruoli sensibili e delicati, specie in ambito sanitario». Poi, l’ultimo affondo: «Il mio auspicio è che la prossima volta il dg si accorga dei fatti gravi che accadono nel territorio dove opera e risiede, com’è accaduto a tutti coloro i quali si sono subito attivati per spegnere le fiamme e darsi da fare a Chieti Scalo, e assicuri la sua presenza fisica insieme a quanti, come me, lunedì notte sono stati sul posto a presidiare l’emergenza».
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