Medico in pensione, le contrade protestano Guardiagrele, il sindaco Di Prinzio sollecita la Asl per la sostituzione: «Problemi anche per la farmacia»

29 Agosto 2023

GUARDIAGRELE. Con una lettera inviata al direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti Thomas Schael e agli altri dirigenti sanitari il sindaco Donatello Di Prinzio ha sollecitato la pronta...

GUARDIAGRELE. Con una lettera inviata al direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti Thomas Schael e agli altri dirigenti sanitari il sindaco Donatello Di Prinzio ha sollecitato la pronta sostituzione del medico di medicina generale Italino D’Urbano. Il dottore andrà in pensione a settembre dopo aver lavorato per oltre 43 anni nelle contrade di Villa San Vincenzo, San Domenico, Colle Bianco, San Biase, Melone e Fraia e contando centinaia di assistiti nei comuni di Orsogna, Filetto, San Martino sulla Marruca. D’Urbano ha lavorato anche nelle case di riposo di Guardiagrele, Orsogna e Pennapiedimonte. «Soprattutto a Villa San Vincenzo», sottolinea Di Prinzio nella missiva, «la presenza di un medico di famiglia risulta strategica data la particolare orografia del territorio, la distanza di circa 10 chilometri dagli ambulatori limitrofi e la difficoltà di spostamento nei periodi invernali a causa delle condizioni climatiche avverse». Il primo cittadino, dopo un confronto con D’Urbano, ha sottolineato che l’età anagrafica dei pazienti è molto alta: circa 700, infatti, hanno oltre 60 anni, quasi 450 hanno superato i 70. Tra questi molti sono affetti da patologie croniche cardiovascolari e diabete. «Tutte malattie», sottolinea Di Prinzio, «per le quali è inimmaginabile il trasporto verso altri studi medici distanti diversi chilometri e difficili da raggiungere. La mancanza di uno studio medico nella contrada», aggiunge Di Prinzio, «determinerà poi il ricorso ai servizi ospedalieri, determinando un sovraccarico improprio del pronto soccorso». Il sindaco fa infine notare che la presenza di un medico di base nella contrada è collegata ai servizi della farmacia comunale del posto. «Il venir meno dello studio medico», conclude il primo cittadino, «potrebbe creare anche ripercussioni alla farmacia.
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