Melilla al ministro Fedeli: ispettori alla d’Annunzio

11 Marzo 2017

Il caso del senatore De Carolis punito esplode alla Camera con un’interrogazione La solidarietà del prof Capasso. Dopo l’assemblea parte il ricorso al giudice

CHIETI. Ispettori ministeriali alla d’Annunzio, «un’università che negli ultimi anni, si è caratterizzata per le pessime relazioni sindacali con i suoi dipendenti». A sollecitare l’intervento ispettivo è Gianni Melilla, deputato deputato del Movimento democratico e progressista, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro dell’istruzione università e ricerca, Valeria Fedeli, dopo la sospensione del senatore accademico Goffredo De Carolis, “colpevole”, secondo il direttore generale Filippo Del Vecchio, di aver compromesso l’immagine dell’ateneo per aver rivelato notizie alla stampa e “persino” al Dipartimento della Funzione pubblica.

«La sospensione per tre mesi dal lavoro e dallo stipendio del lavoratore dell’Università statale d’Annunzio, dirigente sindacale e componente del Senato accademico», ha detto Melilla alla Camera, «è un atto di grave condotta antisindacale nei confronti di una persona che da anni si batte per i diritti dei dipendenti dell’Università d’Annunzio. Purtroppo, da anni l’ateneo è attraversato da vicende giudiziarie, lotte di potere e personali che hanno gravemente danneggiato la sua immagine pubblica, e conseguentemente quella del sistema universitario nazionale. Le relazioni sindacali», aggiunge Melilla, «sono da troppo tempo ispirate a logiche di scontro e di umiliazione dei diritti contrattuali ed economici dei lavoratori. La legge e il contratto tutelano l’attività sindacale stabilendo che i sindacalisti, nell’esercizio delle loro funzioni, non sono soggetti alla subordinazione gerarchica ». Il deputato ricorda anche che Cgil e Cisl hanno già denunciato questa condotta, solidarizzando con De Carolis.

Per questo Melilla chiede al ministro «se non intenda accertare i fatti denunciati al fine di evitare una condotta antisindacale inaccettabile e lesiva di un diritto tutelato dalla Costituzione. Questo fatto», conclude il deputato del nuovo Movimento democratico e progressista, «la dice lunga su come, anche nella pubblica amministrazione, i diritti dei lavoratori siano calpestati e vilipesi. Ho presentato un’interrogazione al Ministro dell’istruzione, perché accerti immediatamente i fatti e disponga un’ispezione».

E dopo il flash mob organizzato mercoledì dal professor Paolo Fusero, scende in campo anche il professor Luigi Capasso, che esprime «totale solidarietà al senatore De Carolis. Sono indignato da quanto accaduto», afferma, «e ritengo che la situazione attuale sia inaccettabile; pertanto mi metto a disposizione di tutte le organizzazioni dei lavoratori della d’Annunzio, sia per individuare le necessarie e urgenti forme di solidarietà al collega De Carolis, sia per mettere in atto l’ineludibile azione collettiva che deve ottenere l’immediato ripristino di relazioni sindacali corrette e di relazioni umane civili. Mi piace ricordare a tutti, in questa occasione, che quattro lavoratrici della Cooperativa “Leonardo”, già in servizio presso il Museo universitario, sono state licenziate nello scorso mese di gennaio: un episodio che rafforza il clima vessatorio», dice Capasso in un documento diffuso nel mondo accademico, «creatosi nella nostra Università nei confronti dei nostri lavoratori, rendendo precario il lavoro di tutti quanti contribuiscono alla vita del nostro Ateneo».

Intanto i sindacati hanno proclamato per martedì prossimo l’assemblea generale del personale, alla quale potrebbe seguire lo sciopero. Nel frattempo l’avvocato Leo Brocchi, che rappresenta De Carolis, ha già preparato il ricorso contro la sospensione del suo assistito, dal servizio e dallo stipendio.

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