Meno di 50mila abitanti in città: mai così pochi dal 2001 a oggi

Studio sull’andamento demografico: dati in controtendenza con il resto dell’area metropolitana Il centro storico ha perso un terzo della popolazione in 15 anni, ma allo Scalo sono 5mila in più
CHIETI . Cala il numero dei residenti a Chieti e, per la prima volta dal 2001 ad oggi, scende sotto le 50mila unità. Lo dicono i dati sui rilevamenti demografici: quello aggiornato allo scorso 31 luglio parlava di 49.714 abitanti. Un record negativo per cui il Comune prova a correre ai ripari, anche perché va in controtendenza con l’andamento che si registra nel resto dell’area metropolitana.
L’ECCEZIONE Nell’analisi demografica ripresa dal Comune si pone proprio l’accento sulla differenza rispetto agli altri centri dell’area metropolitana che, da anni, «osserva un inarrestabile aumento di popolazione ed attualmente vede la concentrazione del 23% dell’intera popolazione abruzzese». Ma all’interno di questo contesto «il Comune di Chieti fa eccezione per ciò che riguarda l’andamento demografico», viene rimarcato. Infatti, secondo le elaborazioni Istat dal 2005 ad oggi, tutte le località dell’area metropolitana hanno visto un forte incremento della popolazione, mentre Chieti è l’unico ad aver avuto una costante diminuzione della propria popolazione, perdendo il 10,5% dei residenti.
IL PARADOSSO ABITATIVO Si verifica soprattutto una tendenza allo spostamento da Chieti verso altre zone dell’area metropolitana, fenomeno che ha portato ad un «paradosso abitativo», racconta lo studio effettuato, con la città che fa i conti con «l’abbandono delle proprie abitazioni, mentre le aree agricole dei Comuni dell’area (ad esempio Rosciano, Cepagatti, Spoltore) vedono un costante consumo di suolo per far fronte alla richiesta di costruzione di nuove abitazioni».
LA DIFFERENZA Va fatto anche un distinguo tra la parte alta della città e lo Scalo. Infatti, sempre secondo la recente analisi relativa a Chieti, lo spopolamento è concentrato prevalentemente nella zona del centro storico, mentre quella dello Scalo ha addirittura incrementato la sua popolazione. Se sull’intero territorio comunale la perdita dal 2005 ad oggi è stata di circa 5.900 abitanti, stando a stime del Comune su dati dell’anagrafe, «tale impoverimento è il risultato di una somma algebrica che ha visto una diminuzione di circa 10mila abitanti nella città alta ed un aumento di circa 5mila unità allo Scalo. In sintesi», racconta il documento, «negli ultimi 15 anni la parte alta della città ha perso quasi un terzo di quella che era la sua popolazione nel 2000, pur essendo la zona che, storicamente, presentava la più alta urbanizzazione all’interno dell’intera area».
LE SOLUZIONI Quindi vengono indicate le possibili soluzioni per contrastare il fenomeno, sempre più evidente negli ultimi anni: «Occorre che il Comune favorisca processi di rifunzionalizzazione dell’area, rigenerazione del costruito e di densificazione urbana», si specifica, «con l’obiettivo di invertire la tendenza allo spopolamento del tessuto urbano teatino, permettendo così di far fronte alle necessità abitative dell’intera area senza ulteriore consumo di suolo».
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