Mensa a scuola, il Tar ferma l’appalto

Accolto il ricorso della seconda ditta classificata: l’assegnazione slitta di 6 mesi e il Comune avvia la ricerca di un’alternativa
CHIETI. Nel pieno della protesta dei genitori per la mancata partenza della mensa scolastica a tre settimane dall’inizio della scuola, arriva l’atteso pronunciamento del Tar sulla gara d’appalto. E non è favorevole al Comune. Il Tar accoglie uno dei due ricorsi presentati e concede la sospensiva: sospende cioè l’appalto fino al prossimo 11 marzo, quando è fissata la trattazione nel merito del ricorso. Adesso al Comune non resta che correre ai ripari con una procedura d’urgenza per individuare un nuovo gestore che possa portare avanti il servizio per quasi 6 mesi: «Attiveremo», dicono dal Comune, «una procedura d’urgenza a chiamata diretta, al fine di individuare un soggetto terzo che porti avanti la refezione fino a che non potremo procedere con un nuovo gestore e finché non sarà possibile dare seguito a quanto stabilisce l’appalto». E nel frattempo non c’è altra scelta che il pasto da casa, già autorizzato dall’amministrazione due giorni fa.
L’ordinanza del Tar a firma dei giudici Paolo Passoni, Renata Emma Ianigro e Massimiliano Balloriani, è stata pubblicata ieri mattina. Appresa la notizia, sindaco e giunta si sono subito mobilitati. La giunta presieduta dal sindaco Diego Ferrara si è riunita d’urgenza anche con la partecipazione del presidente del consiglio comunale Luigi Febo. «Rispettiamo la decisione che abbiamo a lungo atteso», dicono sindaco e giunta, «e di cui oggi prendiamo atto e valuteremo di avviare un’indagine conoscitiva per capire se vi sono stati errori da parte dell’ente». Su questo aspetto c’è da ricordare che i consiglieri d’opposizione hanno a più riprese bacchettato l’amministrazione sostenendo che la gara d’appalto presentava diverse irregolarità. Ma la maggioranza ha preferito andare avanti. «La nostra prima premura», continuano gli amministratori, «va ora alle famiglie che sono, con noi, interessate dalle conseguenze di questa situazione e delle quali ci mettiamo a completa disposizione, anche facendoci carico di una costruttiva mediazione con i dirigenti scolastici, perché nelle more di queste procedure si possano assicurare i pasti da casa, ma soprattutto al fine di alleviare tempi e disagi che inevitabilmente ci saranno come effetti della sospensiva».
Sono stati due i ricorsi presentati al Tar. Il primo è stato avanzato dalla Ladisa, la società che ha gestito sinora il servizio e che, nonostante i rapporti per nulla buoni con la nuova amministrazione comunale, si è ripresentata alla gara arrivando terza. Il secondo ricorso è stato presentato dalla seconda arrivata, la Compass Group Italia spa. Entrambe contestavano la gara d’appalto e l’affidamento della gestione al raggruppamento di imprese arrivato primo, il Consorzio Appalti Italia. Per questo, i due ricorsi sono stati riuniti ma i giudici hanno accolto solo quello della Ladisa, concedendo la sospensiva. Intanto la ditta Dama, una delle tre aziende del Consorzio Appalti Italia, ricorda che a novembre scorso il Comune ha indetto una gara pubblica a inviti per ditte abruzzesi per svolgere il servizio in attesa della nuova gara d’appalto e la Dama è risultata vincitrice. Non ha mai svolto però l’incarico, però, perché il Comune ha concesso una nuova proroga alla Ladisa.

