Mensa della Pilkington, scatta l’ispezione Asl

3 Febbraio 2019

San Salvo. I Cobas contro la società cooperativa Camst che gestisce il servizio «Troppe lacune segnalate da noi, bene le verifiche delle autorità sanitarie»

SAN SALVO. Polemiche, disagi, ispezioni ed anche un infortunio alla mensa della Pilkington, ma non certo per colpa dell’azienda. Domenico Ranieri, dei Cobas, punta il dito contro la Camst, la cooperativa che gestisce la ristorazione e il servizio mense in provincia di Chieti.
«L’ultima settimana di gennaio non è stata proprio la migliore», scrive il rappresentante dei Cobas. «La visita degli ispettori della Asl nella mensa Pilkington il 30 gennaio, finalizzata all’accertamento della regolarità del servizio, ha costretto le socie-lavoratrici della cooperativa a rimanere al lavoro fino alle 22, con ripresa dopo poche ore, alle prime luci dell’alba per effettuare pulizie più profonde».
I Cobas che avevano già protestato per il rifiuto della cooperativa di discutere delle criticità nel funzionamento e nell’organizzazione della mensa, ora stigmatizzano quello che è accaduto durante la visita ispettiva della Asl e incalzano. «Il nostro rammarico», rimarca il sindacato, «è che, nonostante gli sforzi della commissione mensa, e l’atteggiamento positivo della dirigenza Pilkington che ha avviato un piano di riqualificazione e adeguamento dello stabile con l’ammodernamento di buona parte della mensa, la dirigenza Camst continua ad avere un atteggiamento che non consideriamo altrettanto positivo».
La rabbia del sindacato è maggiore a causa di un infortunio accaduto ad una lavoratrice il 29 gennaio. «Nel pulire una cappa da sola», spiegano i Cobas, «una donna si è fatta male». Secondo il sindacato i soccorsi sarebbero stati lacunosi. «Restiamo basiti di fronte a tanta insensibilità per quanto accaduto. Siamo comunque soddisfatti dell’intervento delle autorità sanitarie, segno che i Cobas avevano visto bene nel rivendicare la salvaguardia della salute di chi ogni giorno si reca in mensa. A questo punto», conclude la nota, «non ci resta che avviare tutte le procedure per accertare le responsabilità delle lacune, sperando che esse vengano chiarite e se necessario punite, ma soprattutto che si renda un servizio migliore ai lavoratori», annota Ranieri.
La cooperativa da parte sua non condivide le accuse dei Cobas e al momento non ci sono repliche. Sulla vicenda gli altri sindacati non sono intervenuti. I Cobas sembrano intenzionati a non mollare e tengono alta la guardia. Non sono esclusi a breve nuovi interventi del sindacato. (p.c.)
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