«Mia figlia rovinata da quel pugno al volto»

18 Aprile 2016

La denuncia della madre teatina: nessuna giustizia per la 18enne picchiata in discoteca a Mosciano

CHIETI. Non è possibile che una ragazza di 18 anni e mezzo si ritrovi con la vita rovinata per un pugno che le ha devastato il volto, e che la giustizia non dia risposte. Non è possibile che questa giovane teatina, costretta persino a ritirarsi dalla scuola, si ritrovi da febbraio in un letto dell’ospedale dell’Aquila. Non è possibile essere sottoposti a due interventi chirurgici, per ridurre fratture alla mandibola e alla mascella, prima per piazzare piastre al titanio e poi per vedersi asportare anche un tratto di mandibola perché andata in necrosi, senza che il responsabile paghi. La denuncia di una madre di Chieti è drammatica: «Nessuna giustizia per mia figlia – ci dice – a 18 anni è costretta a rimanere in un letto d’ospedale e nessuno fa niente. Non è giusto che passi il messaggio: io posso uscire di notte, impasticcarmi, prendere a pugni una ragazza, deturparle il volto e farla franca».

Di questa madre teatina, conosciuta in città, tuteliamo il nome per rispetto della figlia che è a un passo dal crollo psicologico. Era la notte tra il 20 e il 21 febbraio quando la ragazza viene colpita al mento da un folle all’interno di una discoteca di Mosciano Sant’Angelo. La giovane sviene sulla pista. Viene rianimata prima che due buttafuori la conducano all’esterno e l’abbandonino mentre l’aggressore sparisce. La madre si precipita a Mosciano, recupera la ragazza e la porta all’ospedale di Chieti da dove la 18enne viene però trasferita a Chirurgia maxillofacciale dell’Aquila per essere operata la prima volta il 29 febbraio. Le mettono placche al titanio, per 50 giorni non può mangiare. Si nutre con un sondino ma il suo calvario non è finito perché venerdì scorso viene sottoposta al secondo intervento per l’asportazione di un tratto d’osso e di un incisivo. Per altri due mesi dovrà restare con la bocca serrata. Piange per la rassegnazione. Che cosa ha fatto la giustizia teramana? L’indagine della polizia finora non è arrivata a nulla. Dalla procura nessun segnale. La discoteca non è neppure assicurata. Incredibile ma vero.(l.c.)